Ubi Banca: rivisti gli obiettivi al ribasso. E la borsa non la premia

Questa riduzione, ha spiegato Auletta, è dovuta a 'elementi esogeni' e 'fattori straordinari' non precedentemente prevedili

Il industriale 2007-2010 di Ubi, presentato questo pomeriggio dal ceo Giampiero Auletta, prevede un rinvio di un anno dell'obiettivo di un utile netto oltre gli 1,4 miliardi. Secondo la prima proiezione resa nota dalla banca qualche mese fa, infatti, già nel 2009 questo risultato avrebbe dovuto essere raggiunto, mentre secondo i dati indicati oggi, si tratta di obiettivo possibile solo per l'anno successivo.

Questa riduzione, ha spiegato Auletta, è dovuta a "elementi esogeni" e "fattori straordinari" non precedentemente prevedili. Tra i primi compaiono l'impatto del maximun overdraft fee regulation (che pesa per 35 milioni), gli obblighi di antitrust (13 milioni), l'impatto del "new staff serverance fund legistlation" (10 milioni), mentre tra i secondi si annovera la riduzione dei profitti legati alle operazioni straordinarie (27 milioni), l'aumento (di 5 milioni) dei costi di integrazione e la riduzione delle sinergie previste per il 2009 e rinviate al 2010, per 17 milioni.
La reazione di piazza Affari non si è fatta attendere, e il titolo lascia sul terreno a poco più di mezz'ora dalla chiusura di seduta, poco meno del 2,3%.

Auletta ha specificato che il nuovo piano industriale usa dei criteri più prudenziali rispetto a quelli utilizzati per le precedenti stime, sottilineando che i nuovi dati non includono l'impatto di possibili partnership nel consumer lending, nel non-life bancssurance e nel corporate and investment banking.

Per quanto riguarda il sistema informatico, Auletta ha spiegato però che le sinergie sono maggiori quanto ipotizzato. Mentre nel primo piano sono state indicate pari a 50 milioni, mentre attualmente "pensiamo di superare i 70 milioni" di euro.

E' invece "impossibile rispondere alla domanda" circa la possibilità che i dividendi si rivelino maggiori di quelli anticipati grazie all'impatto delle joint venture, il quale attualmente è escluso dalle proiezioni. "Ci sono alcune negoziazioni in atto", ha spiegato Victor Massiah, il direttore generale, ma al momento è impossibile prevederne i risultati.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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