Aumento delle tasse di 736 euro circa per ogni famiglia italiana. Tutte le imposte aumentano

Periodo di bilanci per famiglie e contribuenti. Dopo il tormentone elettorale e la propaganda sbandierata a ritmo di liberalizzazioni e lotta all’evasione gli italiani raccolgono i primi frutti delle proprie scelte politiche

Periodo di bilanci per famiglie e contribuenti. Dopo il tormentone elettorale e la propaganda sbandierata a ritmo di liberalizzazioni e lotta all’evasione gli italiani raccolgono i primi frutti delle proprie scelte politiche, e, caso strano, non piacciono quasi a nessuno. Secondo le stime delloSportello del Contribuente sarebbero macroscopici gli aumenti fiscali in dichiarazione con un extra-spesa di 736 euro.

Gli aumenti riguardano ICI, TARSU, IVA, IMPOSTE DI REGISTRO, IPOTECARIE,CATASTALI, ACCISE, BOLLI,addizionali regionali e comunali IRPEF. Un valzer di imposte che fa letteralmente girar la testa alle famiglie su vorticosi rincari.

Nonostante una natalità a tasso zero e un PIL stagnante in Italia ancora qualcosa cresce: le imposte e non di poco secondo le proiezioni che stimano un aumento del 152,7% per la tassa spazzatura, dell'11,8% per l’Irpef, dell’8,6% per l'IVA e, dulcis in fundo, del 113,3% per ICI, IMPOSTE DI REGISTRO, IPOTECARIE, CATASTALI.

Il pungolo dei rincari colpisce le tasche dei contribuenti anche su bolli, auto e imposte di trascrizione sui passaggi di proprietà con aumenti del 13,5%. Le stime complessive parlano chiare: in media vi è stato un incremento di spesa pari a 736 euro a famiglia, con un aumento del 12,6% rispetto l'anno precedente.

Se da un lato la pressione fiscale è pressoché insostenibile per quei nuclei a basso reddito con figli a carico, non sembra dall’altro essere migliorata la situazione dell’evasione fiscale.


“La pressione fiscale in Italia supera il 50% e la colpa è dell'evasione: nel 2004 l'erario ha incassato 270 miliardi di euro in meno, il 19,2% del Pil. Se tutti i contribuenti fossero onesti, le tasse potrebbero scendere di quasi dieci punti percentuali” (La Repubblica). La differenza tra il peso del fisco reale e quello "apparente", cioè il carico fiscale che dovrebbero sopportare i contribuenti se tutti pagassero le tasse, ha raggiunto i 9 punti e mezzo, secondo i calcoli dell’Agenzia delle Entrate.

Le nuove stime dell'Agenzia delle Entrate sono relative al 2004, anno per il quale sono disponibili tutte le variabili necessarie. E' il dato piu' aggiornato in assoluto. La ''base imponibile evasa'' e' stata pari a 270.101 milioni di euro e il calcolo mostra un incremento di circa 60 miliardi di euro rispetto alle ultime valutazioni (del Secit e della stessa Agenzia) che indicavano 210 miliardi il valore dell'evasione.

Le nuove stime partono dai versamenti Iva che vengono incrociati con i dati Istat della contabilità' nazionale. ''L'Iva - spiega il documento - e' un tributo cardine del comportamento fiscale tout court perché' la gran parte delle fattispecie di comportamento evasivo generano un abbattimento di imponibile Iva''. Solo nel 2004 - stima il documento - sono stati sottratti al fisco 43,2 miliardi di Iva, con una crescita del 31% in cinque anni. Si tratta di una quota rilevante se si pensa che l'Iva versata e' stata pari a 77,9 miliardi. In pratica per ogni 100 euro di Iva versata ce ne sono 55 che invece vengono evasi. Se si guarda al passato, il picco negativo c'e' pero' stato nel 1982, quando a 100 euro di Iva versata ne corrispondevano 60,27 euro di Iva evasa (v.articolo).

Per colpa di qualcuno non si fanno più sconti a nessuno!!








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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