Forza di pace Onu a Gaza? Una ipotesi probabile, condivisa dall'Italia

Bandiere verdi sventolano sugli edifici di al Fatah. E mentre l'Onu riflette sull'invio di una forza di pace, l'Italia, con Massimo D'Alema, si dice pronta ad esaminare 'seriamente' questa ipotesi

La bandiera verde di Hamas che sventola dai tetti del quartier generaledella Sicurezza Preventiva e dell'Intelligence generale di al Fatah, aGaza, č la sintesi della preoccupante escalation di scontri e violenzetra le due fazioni, che hanno seminato in una settimana pił di 80 mortie centinaia di feriti. E' la "seconda liberazione" della cittą, secondoil partito di Dio, dopo la cacciata dei coloni nel 2005.

Levoci che ieri sera prospettavano la possibilitą di una treguaconcordata tra Haniyeh e Abu Mazen si sono presto trasformate in utopiaquando questa mattina gli scontri tra i miliziani del Partito di Dio equelli del Partito Fatah sono ripresi, pił violenti che mai. Con ilpassare delle ore la superioritą del movimento islamico nella Strisciasi fa sempre pił schiacciante: Hamas sta conquistando uno dopo l'altrotutte le postazioni strategiche del "nemico" Fatah.

I feriti sicontano a centinaia, ma i soccorsi sono ostacolati dall'impossibilitądi far circolare le ambulanze, anch'esse finite nel mirino deicombattenti. Solo l'assalto agli uffici della Sicurezza preventiva dial Fatah ha lasciato a terra quattordici cadaveri, e la contemporaneacaduta di Rafah sotto il controllo dell'organizzazione estremista rendeormai praticamente completo il controllo di Hamas su tutto ilterritorio della Striscia.

"Yasser Arafat si sta rivoltando nella tomba", scrive il quotidiano israeliano Haaretzdi fronte alla guerra civile che sta divampando a Gaza e spinge laPalestina verso una pericolosa spaccatura fra le due metą del suoattuale territorio e rischia di allontanare ulteriormente il progettodi un suo Stato. Numerosi analisti avevano previsto l'esplosione di unalotta intestina successivamente alla morte del primo presidentedell'Anp: ora, a meno di tre anni dalla sua scomparsa, tale scenariosta pericolosamente prendendo corpo, e la creazione di un "Hamastan"nella Striscia contrapposto ad un "Fatahstan" in Cisgiordania nonsembra pił soltanto un ipotesi.

I numerosi appelli per ilcessate-il-fuoco non sembrano avere effetto, e la manifestazioneconvocata a Gaza dalla Jihad Islamica e dal Fronte Popolare per laLiberazione della Palestina - fazioni non coinvolte negli scontri - čstata attaccata da un gruppo di uomini armati, che hanno ucciso almenodue civili, ferendone altri dieci. Intanto, da Ramallah, il comitatoesecutivo dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina,riunito d'urgenza dallo stesso presidente Abu Mazen, ha raccomandato loscioglimento del governo di unitą nazionale dell'Anp, formato dagliintegralisti di Hamas e dai laici di Fatah. Il comitato ha sollecitatoAbu Mazen a imporre lo stato di emergenza a Gaza e in Cisgiordania e achiedere la protezione internazionale per poter indire nuove elezioni edichiarare fuori legge le frange militariste di Hamas e il suo braccioarmato, le Brigate Ezzedin al Qassam.


E mentre le Nazioni Unitestanno ancora considerando l'ipotesi di inviare una forzamultinazionale nella Striscia di Gaza - ipotesi gią respintadall'Unione europea, che teme che un'offensiva militare su larga scalafinisca col moltiplicare gli attacchi missilistici e le incursionipalestinesi - l'Italia, per bocca del ministro degli Esteri MassimoD'Alema, si dichiara invece pronta ad "esaminare seriamente" l'invio ditruppe di pace, nonostante i ritardi e le debolezze della comunitąinternazionale abbiano causato "un totale degrado della situazione, cheappare oramai fuori controllo". Una proposta che il responsabile dellaFarnesina era stato tra i primi a lanciare all'indomani della crisilibanese dell'estate scorsa, e ripescata nelle ultime ore - pur conimpostazioni diverse - sia dagli israeliani (per mezzo del premier EhudOlmert), sia dalla componente moderata palestinese (attraverso ilpresidente Abu Mazen), mentre Hamas replica con un secco "no" e avverteche una missione del genere sarebbe considerata alla stregua di una"forza di occupazione".

"E' una situazione drammatica", osservaD'Alema. Nel confronto interno con Hamas, accusa il ministro, Abu Mazene l'ala moderata di Fatah sono stati lasciati soli dalla comunitąinternazionale. Quel poco di buono l'ha fatto l'Europa, ma non čbastato. Bisognava essere pił generosi nei finanziamenti: il prolungatoembargo, che si protrae dalla vittoria di Hamas alle elezioni delgennaio 2006, ha finito solo per rafforzare le componenti estremiste esoprattutto togliere "concretezza" alla prospettiva di uno Statopalestinese. Non č pił prorogabile una "forte assunzione diresponsabilitą da parte della comunitą internazionale", avverte quindiD'Alema, auspicando un messaggio di pace anche da parte degliisraeliani oggi che la loro situazione politica "appare piłconsolidata".





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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