MusicStation, cordata tra Nokia, Motorola, Sony e Samsung, contro l'iPhone di Apple

Il gotha dell’universo mobile si unisce per sottrarre la musica digitale all’accoppiata iTunes-iPhones. Nokia, Motorola, Sony e Samsung con trenta operatori sostengono MusicStation che esordisce oggi in Svezia per conquistare il mondo

Si annuncia come la risposta all'imminente uscita di iPhone ma potrebbe insidiare anche il primato di iTunes. Il mercato della telefonia mobile dispiega tutte le sue forze per sottrarre ad Apple la musica digitale legittimamente distribuita e conquistare una posizione strategica in quei servizi a valore aggiunto che assicurano più alti margini di profitto ma che stentano a decollare.

La start-upOmnifone inaugura oggi in Svezia MusicStation, servizio per il noleggio di musica direttamente su cellulare tramite abbonamento. L'iniziativa, che raggiungerà tutti i paesi europei, l'Asia e alcuni stati africani, ha l'appoggio del mercato mobile nella sua totalità: i primi quattro produttori (Nokia, Samsung, SonyEricsson e Motorola) e circa trenta operatori (la prima a erogare il servizio è Telenor che esordisce oggi in Svezia). Conta inoltre sul sostegno dell'industria dell'entertainment, oltre alle quattro major (Universal, Sony Bmg, Emi e Warner) anche molte etichette indipendenti. Apple si trasforma rapidamente da Golia in Davide...

Il cartello di telefonia mobile e industria della musica mostra subito la sua strabordante supremazia nell'agone rivelando che sui telefonini in produzione verrà installato il software MusicStation, e i modelli poi saranno venduti a prezzi speciali, scontati. In barba ai 500 dollari che serviranno per comprare l'iPhone. Secondo le prime stime nei prossimi 12 mesi verranno venduti circa 100 milioni di cellulari MusicStation, mentre le previsioni per l'iPhone si limitano a 10 milioni di esemplari.

La partita è vinta quindi prima ancora che i giocatori scendano in campo? Basta lo squilibrio delle formazioni in contesa? Come sempre, no. A creare qualche problema a MusicStation potrebbe essere il modello di business scelto. Abbonamento settimanale a 4 euro, che dà diritto a scaricare tutti i brani in catalogo ma non a possederli. Con il download l'utente mantiene la sua playlist fintanto che è abbonato al servizio, dopodiché la perde. Insomma, il modello sarà vincente solo se ci saranno utenti disposti a pagare 16 euro al mese per sempre (192 all'anno, come comprare 10 cd), altrimenti sarà necessario trovare delle formule di riscatto della propria lista di canzoni una volta che il contratto venga rescisso.

Rispetto a quanto offre oggi il panorama della musica scaricabile su cellulare il servizio sembra ottimo (anche se resta da valutare larecente offerta Swisscom-Ericsson-Napster che probabilmente sarà presto disponibile anche in Italia). Se paragonato a iTunes, però, ancora non ci siamo. È la formula del noleggio che, a detta degli esperti di mercato, non è entrata nelle simpatie dei consumatori. Comprensibilmente. E se MusicStation non riuscirà a convincere gli utenti che è meglio abbonarsi a vita per risparmiare la fatica di connettere il telefonino al pc, nonostante il fronte compatto dietro a Omniphone le cose potrebbero andare contro pronostico.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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