Conferenza nazionale sull'energia in Italia: segue la bocciatura dell'Ue del nostro piano energetico

Si ritorna a parlare di conferenza nazionale sull'Energia, in Italia, ma non ancora di un nuovo Piano Energetico Nazionale

Si ritorna a parlare di conferenza nazionale sull'Energia, in Italia,ma non ancora di un nuovo Piano Energetico Nazionale. Certamente èimportante la costruzione di una conferenza nazionale, della quale c’èbisogno da almeno un quinquennio; ma c'è da notare che la proceduraistituzionale per arrivare all'appuntamento è iniziata solo dopo labocciatura, da parte dell'UE, del piano nazionale sulle emissionipresentato dall'Italia. A questo si aggiunga che la conferenza mondialesull'energia, la World Energy Conference, si terrà nelprossimo mese di novembre, dall'11 al 15, proprio a Roma. Così, ilnostro governo ha deciso di organizzare finalmente la conferenzanazionale sull'Energia e l'ambiente. La data definitiva non c'è ancora,è tutta da costruire. Quel che per ora è certo, è il decreto congiuntopresentato da Bersani e Peroraro Scanio, che prepara il terrenoall'attuazione della conferenza. L'evento difficilmente sarà primadell'estate, poiché i tempi non sono precisamente brevi ed il lavoro dafare è molto. Il comitato nominato dai due ministri deve lavorare moltoed in fretta, per riuscire a tenere la conferenza subito prima del WECdi Roma.

L'idea della Conferenza Nazionale sull'Energia e l'Ambientenon è nuova. Ricordiamo che il governo Berlusconi l'aveva tirata fuori,attraverso un'iniziativa del ministro Scajola, a fine legislatura, dopoil disegno di legge Marzano sul riordino del settore energetico. Resosiconto che non avrebbe fatto in tempo, lo stesso Scajola l'avevarinviato a dopo le elezioni, anche perchè sarebbe stata una conventionaziendale, un tavolo tra le imprese che in Italia si occupano dienergia.

A differenza della proposta di Scajola, il nuovo decreto allargal'orizzonte di discussione e di pianificazione. Da un lato certamentesono in ballo le liberalizzazioni dei mercati energetici, che Bersanicerca ad ogni costo, ma dall'altro viene richiamato esplicitamente, giànel decreto, il protocollo di Kyoto e la necessità di proteggerel'ambiente e il territorio per contribuire agli obiettivi di tagli diemissioni di gas responsabili dell'effetto serra. La conferenza, nelleintenzioni del governo, ha grandi ambizioni: definire le priorità e lelinee guida della politica energetica nazionale.

Si tratta di una vecchia urgenza nazionale, visto che l'ultimaconferenza è stata nel '98, troppo tempo fa, in termini di evoluzionetecnologica, rivoluzioni geopolitiche e soprattutto allarmi riguardantii cambiamenti climatici. Se a questo si aggiunge che l'ultimo PianoEnergetico Nazionale risale al 1987, quando le esigenze del Paese eranocertamente diverse e molto ridotte rispetto ad ora, emergeimmediatamente quanto sarebbe stato opportuno farla anni fa, laConferenza Nazionale.

Stando all'idea dei due ministri, la conferenza dovrebbe riuscire adevitare che a discutere di quanta energia serva all'Italia, esoprattutto di come produrla, siano solo i manager delle aziendeenergetiche e i rappresentanti del governo. L'articolo 2, al comma 2,stabilisce infatti che il comitato incaricato di organizzare laconferenza "può avvalersi del parere dei rappresentanti delleamministrazioni centrali e periferiche, di altre amministrazioni eistituzioni, delle associazioni di categoria e delle principali impresedel settore energetico e ambientale, delle università, degli enti diricerca, dei rappresentanti dei consumatori e delle associazionisindacali dei lavoratori e delle imprese".


Non sappiamo ancora se il governo fa sul serio, o ancora una volta cisarà l'ennesimo rinvio. Lo vedremo dal come lavorerà nei prossimi mesiil comitato ministeriale. Sul fronte della cittadinanza, ci si augurache anche tutti i movimenti, da quelli ecologisti fino ai comitaticontro i gassificatori e gli inceneritori, facciano una riflessionesull'argomento del fabbisogno energetico italiano e di come produrreenergia nel Paese, avanzando magari anche delle proposte, almeno circala destinazione dei fondi CIP6.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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