Elezioni parlamentari francesi: vince ancora Nicolas Sarkozy che prende sempre più potere

Mentre alle elezioni belghe si impone il democristiano e nazionalista fiammingo Yves Leterme, in Francia il partito del premier, al primo turno, conquista un'ampia maggioranza

In questo lunedì di luglio, l'Europa si è svegliatapiù conservatrice. Le elezioni generali celebrate in Belgio e inFrancia, domenica 10 giugno, hanno dato una chiara vittoria alle destrenazionali.
In Belgio, dopo otto anni di Governo liberal-socialista,presieduto dal liberale Guy Verhofstadt, ha vinto il democristiano enazionalista fiammingo Yves Leterme, di 46 anni (con circa il 30% deiconsensi nella zona dove si parla olandese e vive il 60% dellapopolazione belga). Il leader dei democristiani fiamminghi (CDV) avevapromesso "Più sicurezza, più giustizia e una riforma dello Statomoderno" con una devoluzione dei poteri alle regioni, in vista deldibattito che a breve si aprirà sul nuovo ordinamento costituzionale eche vede contrapposte le comunità dei valloni e dei fiamminghi.

InFrancia, come dicevano i sondaggi della vigilia, il primo turno delleelezioni parlamentari ha consolidato la vittoria del partito delPresidente, Nicolas Sarkozy, rispetto alle presidenziali dello scorsomaggio: l'UMP conquista un'ampia maggioranza, con poco meno del 40% deisuffragi. Se questo esito verrà confermato nel ballottaggio di domenicaprossima, l'Assemblea Nazionale assumerà il colore prevalentedell'azzurro.
Sembra, quindi, che l'elettorato abbia rispostoall'appello di Sarkozy per un Parlamento in linea con la realizzazionedel suo programma politico.

Il PartitoSocialista, dal canto suo, conferma il dato realizzato il 22 aprile daSégolène Royal, con una percentuale di consensi di poco inferiore al25%; un risultato che il Segretario del PS, François Hollande, giudica"onorevole, ma non sufficiente". Le altre formazioni della sinistraarrancano, con valori di poco superiori al 3% (nel caso del PartitoComunista) e al 4% (per i Verdi), con serio pregiudizio per il concettodi "sinistra plurale".
Il nuovo partito di centro di FrançoisBayrou, il MoDem, si ferma al 7,6%; mentre il Fronte Nazionale diJean-Marie Le Pen arretra ad una percentuale appena superiore al 4%.

Lascarsa partecipazione dei votanti - attorno al 60% degli aventi diritto- avrebbe penalizzato la sinistra e il PS, in particolare; specie tra igiovani che, in occasione delle presidenziali, si eranoinvece pronunciati per la gran parte a sostegno della candidatasocialista per l'Eliseo.
In Francia c'è bisogno di "una sinistrache proponga, che ricostruisca", sostiene Royal, non appena conosciutol'esito della consultazione, già rinviando ad una fase successiva aqueste elezioni politiche.
Ma, per intanto, vi è un secondo turnoda affrontare; perciò, la leader socialista fa appello agli elettoridel MoDem affinché confluiscano con i loro voti sui candidati del PS eannuncia che prenderà contatti con Bayrou per possibili intese dicoalizione.
Bayrou, i cui consensi attribuiscono una presenzanell'Assemblea Nazionale tra 1 e 4 parlamentari, si mostra preoccupatoper un voto "...che amplifica il risultato dell'elezione presidenziale"e produce "uno squilibrio nelle istituzioni"; annuncia che il suopartito analizzerà "caso per caso" la situazione, prima di deciderecirca eventuali desistenze al ballottaggio di domenica 17 giugno.

Sequesti sono i risultati, dopo cinque anni di duro governo delle destre,in Francia, c'è di che riflettere per i socialisti e per la sinistratutta. Il PS ha già in programma il suo congresso, che dovrebbecelebrarsi il prossimo anno, ma che è possibile venga anticipatoall'autunno del 2007. Nell'ultimo scorcio di campagna elettorale, Royalha dichiarato di essere pienamente candidata alla guida del partito.
Sarkozy,intanto, infittisce la sua agenda politica di provvedimenti da adottarenei prossimi mesi, forte del consenso popolare che queste elezioni gliconfermerebbero.

Resta da vedere, ora, quale sarà il verdettodefinitivo che le urne pronunceranno, di qui a sette giorni, perattutire il colpo della sconfitta a sinistra. Se e quanto l'elettoratosocialista tornerà a mobilitarsi, risvegliato dalla preoccupazione diun'eccessiva concentrazione di poteri nelle mani di un solo uomo e diquali alleanze saranno capaci, nello schieramento del centrosinistra,per realizzare un maggior equilibrio nella rappresentanza delleistituzioni.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


Torna su