Finanziamenti alle imprese: inchiesta dell'Espresso. Spesso non viene creata occupazione

Finanziamenti italiani alle imprese. Partiamo subito con qualche esempio concreto

Finanziamenti italiani alle imprese. Partiamo subito con qualche esempio concreto. I tanto amati spaghetti, beh, anche noi contribuiamo a prepararli. 8 milioni di euro è la cifra che lo Stato ha sborsato per un progetto di ricerca sugli spaghetti della Barilla; altri 10 milioni per un nuovo stabilimento pastaio a Foggia.

Agevolazioni per 422 milioni alla Texas Instruments, che ha aperto 3 nuovi stabilimenti ad Avezzano, Aversa e Cittaducale, successivamente rivenduti a società straniere: il 55 per cento del progetto è stato finanziato con denaro pubblico.

Getrag, multinazionale tedesca, apre in provincia di Bari incassando 100 milioni di euro. Peccato che le commesse per Fiat e General Motors siano fiacche e già dal 2005 gli operai sono in cassa integrazione. E ci sono tanti tanti altri casi molto poco produttivi…

Ciò che si deve sottolineare è il fatto che il sostegno pubblico viene indirizzato verso imprese che non creano sviluppo né occupazione. Addirittura sono 36 i miliardi di finanziamenti pubblici dal 1999 ad oggi, con un quarto di imprese industriali che ne hanno beneficiato. Ma il discorso vale anche per imprese che operano nel commercio, nell’edilizia, nel turismo.

I risultati: scarsi, scadenti. Il 60 per cento dei finanziamenti finisce in investimenti di massa, a basso impatto e insufficiente produttività, con risibili, quasi nulli, investimenti in ricerca e sviluppo. A chi servono veramente, ovvero alle imprese che perseguono l’innovazione, la crescita dimensionale o la riduzione dell’impatto ambientale, i finanziamenti invece arrivano appena. Si parla di spiccioli.

La situazione è causata senza dubbio da una giungla di leggi nazionali e regionali, con un meccanismo complesso, burocratizzato e poco chiaro: si contano addirittura 153 modi diversi per chiedere e ottenere i finanziamenti alle regioni. La truffa allo Stato è la regola e tutti ne approfittano.

Altri dati: il 40 per cento di coloro che beneficiano di finanziamenti non crea nessun posto di lavoro. Per non parlare di malcostumi accentuati in certe zone: la Campania, dal 1999 al 2005, ha ottenuto un gettito doppio della Lombardia, dieci volte superiore al Trentino, al Veneto, alla Toscana; cinque volte superiore al Lazio e alla Sardegna. Ecco le prime regioni come erogazioni totali, espresse in milioni di euro: Campania 1.012; Puglia 639; Sicilia 566; Lombardia 518; Calabria 339. L’Italia è tra i primissimi paesi in Europa per la mole di finanziamenti, ma l’industria italiana continua a zoppicare.


Luca Crivellaro

Fonte: L’Espresso.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


Torna su