Multiutility italiane: iniziano le fusioni delle municipalizzate. Le prime sono Milano e Brescia

E' l'ora delle fusioni tra municipalizzate, con la creazione di autentici colossi nel settore delle multiutility, realizzati con capitali misti, in parte pubblici ed in parte privati

E' l'ora delle fusioni tra municipalizzate, con la creazione diautentici colossi nel settore delle multiutility, realizzati concapitali misti, in parte pubblici ed in parte privati. E' il turnodella Lombardia, dove i consigli di amministrazione di Aem Milano e diAsm Brescia si sono riuniti per deliberare la fusione fra le dueaziende energetiche controllate dai due comuni. Per rendere operativala fusione, occorrerà un ultimo passo: l'incontro dei due sindaci, dopoche i rispettivi consigli comunali abbiano approvato l’operazione,passaggio che viene dato per scontato. Quindi ci si attende che prestoLetizia Moratti e Paolo Corsini si incontreranno, per dare il vialibera definitivo all'operazione. Presso la borsa di Milano, i titolidelle due aziende sono stati sospesi in attesa di una nota ufficiale.Alcuni punti fino a venerdì scorso non erano del tutto chiariti, primotra tutti quello della gestione della nuova azienda che sta nascendo.Secondo quanto trapela dalla riunione congiunta dei due CDA, sembra chein ogni caso ci sarà un impianto duale, probabilmente con Renzo Capra,presidente di Asm, a capo del Comitato di sorveglianza, mentre GiulianoZuccoli, numero uno di Aem, dovrebbe presiedere il Consiglio digestione.

I calcoli del mercato al momento sono intorno a 1,6 azioni Aemogni azione Asm. Se l'operazione arrivasse alla conclusione, nascerebbeil terzo operatore industriale nel settore dell'energia, dopo Eni edEnel, ed il primo a controllo pubblico con una capitalizzazione inBorsa da 8,8 miliardi di euro, di cui 5,11 miliardi per Aem e 3,68 perAsm. Secondo le prime indicazioni sul piano industriale, la nuovasocietà, che avrà sede a Brescia, ha l'obiettivo di raggiungere unmargine operativo lordo di 2,8 miliardi di euro nel 2011 contro gli1,78 miliardi del 2006.

Per quanto riguarda l'assetto societario, l'azionariato del nuovogruppo vedrà i due Comuni, attualmente rispettivamente al 43% perMilano in Aem e al 69,2% per Brescia in Asm, azionisti paritetici diuna quota complessiva del 55%, a cui si aggiungerà il 5% del comune diBergamo in Asm.

Teoricamente l'equivalenza dei due municipi è assicurata dagli accordifra gli azionisti di maggioranza, che saranno legati da un pattoparasociale, ma per la parte bresciana bisogna tener conto anche dialtre partecipazioni abbastanza importanti: circa il 5% delle azioniAsm sono detenute infatti da Fingruppo, cassaforte degli imprenditoribresciani facente capo a Emilio Gnutti, mentre un 2,857% è della CarloTassara di Roman Zaleski. Lo stesso Zaleski, peraltro, potrebbe entrarecome rappresentante degli azionisti di minoranza nel consiglio diamministrazione di Edison in ragione della partecipazione dell'11,09%.Proprio Edison è stata uno dei punti all'ordine del giorno delletrattative tra Milano e Brescia. Aem, infatti, in qualità di azionistadi maggioranza di Delmi, a sua volta azionista di Edison attraversoTransalpina Energia, ha la prerogativa di esprimere il presidente diEdison. La carica attualmente è ricoperta da Giuliano Zuccoli, numerouno di Aem. E in futuro?

Quel che è certo, è che dopo mesi di trattative estenuanti, in questigiorni si assiste ad una improvvisa accelerazione verso un matrimoniotra Milano e Brescia, tirandosi dietro tutto il sistema di scatolecinesi di aziende controllate e azionisti che controllano. Nelfrattempo, si attendono i risultati del CDA dell’Amsa, l’azienda deirifiuti milanese destinata a confluire nel nuovo gruppo.


A Brescia crescono i malumori, anche a livello politico, per un sistema di governanceche non convince tutti i consiglieri di amministrazione e che, a dettadi quelli più critici, non sarebbe efficacie per il buon funzionamentodella nuova azienda. Troppo grande il consiglio di gestione, allargatoa 8-9 membri, non condivisa la scelta di due direttori generali alposto di un amministratore delegato e quella di un consiglio digestione nominato direttamente dagli azionisti e non dal consiglio disorveglianza. Una situazione davvero ingarbugliata che complical’alleanza. Complicazione che nasce probabilmente dal fatto che Asm èla punta di diamante dell’amministrazione comunale bresciana, mentrecon la fusione si assisterebbe ad un’incorporazione dell’aziendanell’Aem milanese, almeno dal punto di vista dell’assetto finanziario.

Sul fronte milanese, nessun commento da parte di Letizia Moratti:"Quando potrò parlare, parlerò", si è limitata a dire al termine dellacerimonia dell'alzabandiera, in occasione della Festa della Repubblicain piazza Duomo a Milano. Certo è che anche gli ambienti politiciseguono con estrema attenzione gli sviluppi della trattativa. Leutilities sono considerate un cardine fondamentale nel riassetto delsettore energetico soprattutto in previsione di nuove importantioperazioni finanziarie internazionali, in particolare nell'ottica dellaconquista dei mercati energetici di un Est Europa appena entrato in UE.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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