Draghi, governatore Banca d'Italia: meno tasse, più investimenti, aumentare età pensionabile

Meno tasse, più investimenti e soprattutto meno spesa corrente: sono queste le linee guida per il riordino della finanza pubblica affinchè essa 'torni a essere di beneficio per la crescita e non di freno'

Meno tasse, più investimenti e soprattutto meno spesa corrente: sono queste le linee guida per il riordino della finanza pubblica affinchè essa "torni a essere di beneficio per la crescita e non di freno". Una ricetta in tre punti, quella del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, all'assemblea annuale dell'istituto. Ed un imperativo categorico: ridurre il debito pubblico che, dice il governatore, è tornato ad aumentare dal 2004 ad oggi e, senza gli incassi delle privatizzazioni e le operazioni straordinarie, sarebbe sullo stesso livello record del 1994.

Sono "mete raggiungibili se tutti noi, ciascuno nel proprio ruolo" sottolinea Draghi nel suo 'appello' al Paese, "sapremo ritrovare quel sentire il bene comune che è essenziale per lo sviluppo duraturo del Paese".

La pressione fiscale, spiega il governatore è "al livello più alto della media europea", prossima "ai massimi degli ultimi decenni. Fra i grandi paesi d'Europa solo la Francia ha una pressione fiscale più elevata". E il peso dell'evasione che "resta forte nonostante qualche piccolo segno di recupero di gettito" aumenta la differenza tra Italia ed Europa per i contribuenti fiscalmente onesti. Per Draghi sono "elevate" tanto le aliquote sul lavoro quanto quelle sul capitale. Solo riducendo stabilmente la spesa corrente, avvisa Draghi, "si può comprimere il disavanzo e abbattere il debito senza aggravare ancora il carico fiscale".

Dal 2000, ricorda il governatore, la spesa primaria corrente è aumentata in media di un punto percentuale all'anno in più del prodotto, raggiungendo il 40% del pil, sui livelli più alti dal dopoguerra. Di qui l'urgenza di cambiare i meccanismi di spesa e per il governatore "esistono margini di risparmio in tutte le grandi voci di bilancio pubblico" e il progetto di revisione dei programmi di spesa, avviato dal governo, va "nella giusta direzione". Il Paese cresce e proprio per questo è ancora più urgente intervenire. La Banca d'Italia si attende per il 2007 una crescita simile a quella dell'anno passato, sfiorando il 2%. La ripresa dell'economia è in atto dalla metà del 2005 e si è consolidata nel 2006 "sfiorando in media il 2%, un risultato che non si aveva da cinque anni".

Anche se siamo usciti dal ristagno, però, continuiamo a crescere ad un ritmo che è tra i più bassi dell'area dell'euro, avvisa il governatore, puntando ancora una volta il dito sulla produttività del lavoro, diminuita in tutti i settori nella prima metà di questo decennio. Il processo di ristrutturazione però "si è avviato", stando ai segnali che arrivano dai progressi registrati nella produttività e nelle esportazioni.

Quanto all'andamento del deficit in rapporto al pil, la Banca d'Italia fa sua la stima del governo che prevede per il 2007 un rapporto del 2,3%. Ancora una volta, il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi lancia l'allarme debito e ne chiede la riduzione. A fine 2006, sono i dati ricordati da Draghi, il debito pubblico aveva raggiunto 1.575 miliardi, quasi 27mila euro per ogni cittadino. Inoltre con il rialzo dei tassi di interesse, per quanto molto contenuti, la spesa per interessi tende di nuovo ad aumentare ed "è già pari alla spesa per l'istruzione pubblica, ai due terzi della spesa per sanità".


Secondo Draghi il tempo per abbattere il debito stringe, se vogliamo farlo prima dell'accentuarsi dell'invecchiamento della popolazione, considerando che nel 2005 vi erano 42 ultrasessantenni per ogni 100 cittadini in età da lavoro e che ce ne saranno 53 nel 2020 e 83 nel 2040. Per un riequilibrio duraturo dei conti pubblici - sostiene il governatore - è necessario un intervento sul sistema previdenziale che preveda un aumento dell'età media effettiva di pensionamento e un'applicazione rigorosa delle riforma Dini. E a questo proposito è essenziale applicare tempestivamente la revisione dei coefficienti di trasformazione, afferma il governatore di Bankitalia. Per la sostenibilità del sistema e per offrire ai lavoratori pensioni sufficienti occorre "un rapido, convinto" avvio della previdenza complementare, e la scelta di anticipare al 2007 la riforma del Tfr va "nella direzione giusta".

Infine la Banca d'Italia intende rafforzare la tutela dei risparmiatori e per questo, ha annunciato il governatore Mario Draghi, "intendiamo rivedere la normativa sulla trasparenza, riducendo gli adempimenti formali". Inoltre, ha detto Draghi "abbiamo avviato una nuova rilevazione sui costi di tenuta dei conti correnti bancari".








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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