Indice S&P500 Usa: raggiunto il record storico. Ma c'è ancora possibilità di crescita?

I verbali dell'ultimo Fomc confermano le preoccupazioni della Fed nei confronti dell'inflazione, che resta 'sgradevolmente alta'

I verbali dell'ultimo Fomc confermano le preoccupazioni della Fed nei confronti dell'inflazione, che resta "sgradevolmente alta" e che potrebbe ulteriormente salire a causa dell'effetto della debolezza del dollaro sui prezzi degli import. Analoghe preoccupazioni per la crisi del mercato immobiliare, che potrebbe impattare sulla crescita economica per tutta la parte restante dell'anno.

Preoccupazione infine per il consumi, che potrebbero crescere, ma a tasso moderato rispetto al ritmo evidenziato negli ultimi anni. Ma, ed è un ma importante, i recenti dati macro potrebbero aver sovra stimato il rallentamento dell'economia Usa.

Che nel 2007 potrebbe crescere ad un ritmo prossimo al 3%. Le borse hanno festeggiato, dimentiche del brutto scivolone del listino cinese. Il Dow Jones ha fatto registrare un nuovo record (il 25esimo da inizio anno) salendo al di sopra di area 13600. Ma è stato soprattutto lo S&P500 ad archiviare una chiusura storica: i prezzi sono saliti al di sopra della chiusura record del 24 marzo 2000 segnata a 1527 punti (top in quella giornata a 1552), chiudendo a 1530.



Prima di stappare lo spumante è meglio tuttavia pazientare ancora un po': a 1530 si colloca infatti il target per l'onda v di 5 della serie iniziata ad ottobre 2002. Il top raggiunto ieri potrebbe quindi anche rappresentare il punto di arrivo di un movimento ampio, al quale potrebbe seguire una correzione altrettanto ampia. Portandosi al di sopra di area 1530, soprattutto se la rottura venisse confermata venerdì in chiusura di ottava, il target verrebbe spostato invece a 1620 circa, con l'effetto di superare i massimi storici precedenti e di metterseli sotto in funzione di supporto. In caso di mancata rottura di 1530 e successiva violazione di 1505 (verrebbe completato un piccolo doppio massimo sul grafico daily) il primo target per la correzione sarebbe posto tra 1350 e 1375 circa, il successivo a 1240.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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