Visco e presunte pressioni sulla Guardia di Finanza: aperto fascicolo indagine

Nuovi sviluppi sulla vicenda delle presunte pressioni del viceministro dell'economia Vincenzo Visco sul comandante generale delle Fiamme Gialle di Milano Roberto Speciale.

Nuovi sviluppi sulla vicenda delle presunte pressioni del viceministro dell'economia Vincenzo Visco sul comandante generale delle Fiamme Gialle di Milano Roberto Speciale.

IL FASCICOLO DI ROMA - La Procura di Roma ha aperto un fascicolo intestato come "atti relativi" al caso Visco, in seguito alla pubblicazione del verbale di Speciale sulle pagine de Il Giornale, il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro.

Del fascicolo, contro ignoti e senza ipotesi di reato, si occuperà il procuratore Giovanni Ferrara, coadiuvato dal pubblico ministero Angelo Antonio Ravanelli.

Per il momento contiene soltanto "ritagli di stampa": Ferrara ha annunciato di aver preso contatti con il procuratore militare Antonino Intelisano, titolare di un procedimento partito in seguito ad una denuncia della Guardia di Finanza.

Allo stesso tempo la procura di Roma chiederà alla procura generale di Milano l'invio di carte in loro possesso sulla vicenda, ovvero il dossier relativo all'inchiesta aperta nel luglio scorso e chiusa a dicembre con un nulla di fatto. Si tratta del fascicolo in cui compare il verbale pubblicato dal Giornale.


LE REAZIONI DELLA CDL- La conferenza dei Capigruppo alla Camera ha respinto la richiesta del centrodestra di un' "informativa urgente" del governo sul caso Visco, che però potrebbe essere punto centrale dell'interrogazione a risposta immediata del 20 giugno prossimo: al question time ci sarà infatti il premier Romano Prodi.

A Palazzo Madama, invece, sarà la conferenza dei capigruppo che si riunirà martedì prossimo alle 12 a calendarizzare la mozione di sfiducia al viceministro presentata dai senatori della Cdl in seguito alle polemiche dei giorni scorsi.

"Confido nella saggezza del presidente Marini, che fino ad oggi non ha mai impedito all'opposizione di svolgere il proprio ruolo" ha detto in mattinata il presidente dei senatori di Forza Italia Renato Schifani. Schifani si dice certo che la conferenza accoglierà la richiesta dell'opposizione e "al più presto la prossima settimana" i senatori saranno chiamati a votare la mozione che impegna il governo a revocare le deleghe al viceministro che si occupa delle finanze.

Al Senato la sfiducia, alla Camera solo la "discussione". 

Una tattica politica: di fatto a Palazzo Madama un qualsiasi voto crea una situazione di instabilità nella maggioranza, stanti i numeri esigui.

Roberto Calderoli, in una nota-fiume molto colorita, chiede che il ministro si autosospenda: "Lo dico ad un collega come persona che, in un recente passato, si è dimessa sulla base di una cretinata, come la mia maglietta che è stata poi assolta da tutti i tribunali europei.

Lo dico ad un collega, come Visco, che, come me, crede in quello che fa e ha una sua ideologia, seppur diversa dalla mia, visto che io credo nel Federalismo e nella libertà dei popoli, mentre il collega Visco è nato per la tassazione e per l'oppressione con essa dei popoli ma crede comunque nella sua ideologia e la porta avanti: io non credo che lui abbia fatto null'altro di più di quello che hanno fatto esponenti di governo dell'una o dell'altra parte, però in questa occasione l'ha fatta fuori dal vaso".

LA RISPOSTA DELLA MAGGIORANZA - Il diretto interessato, contattato telefonicamente dalle agenzie, risponde: "E'un fatto del tutto irrilevante". "Si tratta di un fascicolo contro ignoti ed è più o meno automatico quando escono notizie sui giornali", conclude Visco.

Nel frattempo il governo ribadisce che chiarezza è già stata fatta. Dall'esecutivo, che in questi giorni ha risposto alle richieste dell'opposizione spiegando che sulla vicenda delle presunte pressioni si è già fatta chiarezza in Parlamento nel luglio scorso, si eleva la voce di Arturo Parisi, ministro della Difesa, che dall'incontro di Lisbona con il suo omologo portoghese risponde ai giornalisti: "Ho assoluta fiducia della capacità del governo di rispondere ai problemi che dovessero proporsi e che si sono proposti al riguardo.

Non ho alcun elemento", ha proseguito il ministro, "per non associarmi alle dichiarazioni e alle prese di posizione che sono state manifestate dal ministro competente. Quello che è sicuro è che il governo segue la vicenda".

Posizioni più esplicite quelle di Giovanni Russo Spena, capogruppo Prc al Senato: "Affrontiamo senza alcun timore il dibattito in aula sul caso Visco.

Siamo convinti che le accuse si basino su elementi vecchi e già chiariti", assicura Russo Spena, per il quale nel mirino "c'è un viceministro individuato come simbolo della lotta all'evasione fiscale e per questo particolarmente detestato dagli esponenti della Cdl".

Nel pomeriggio arriva anche la reazione della diessina Anna Finocchiaro, per la quale "non occorre che i capigruppo di opposizione si agitino". "La maggioranza ha sempre garantito alle opposizioni la possibilità di svolgere dibattiti su argomenti oggetto di interpellanze o mozioni, e lo garantirà anche questa volta, anche se", aggiunge la Finocchiaro, "osserviamo che  l'opposizione ha al Senato un atteggiamento diverso rispetto a quello tenuto alla Camera. Chissà perché."





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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