Bocconiano dell'Anno 2006: eletto Enrico Tomaso Cucchiani manager nel board del Gruppo Allianz SE

Bocconiano dell’anno 2006, per avere dimostrato nei fatti l’eccellenza della propria preparazione, di cui Bocconi è stata pilastro fondamentale insieme a Stanford University e McKinsey, “un vero circolo virtuoso”

Bocconiano dell’anno 2006, per avere dimostrato nei fatti l’eccellenzadella propria preparazione, di cui Bocconi è stata pilastrofondamentale insieme a Stanford University e McKinsey, “un vero circolovirtuoso”.

Il successo nel business, raggiunto con il gruppoAllianz, non ha distolto Cucchiani dai propri principi: lameritocrazia, l’ossessione “quasi maniacale” per il miglioramento diprodotti e processi, il talento, l’etica “capace di anteporrel’interesse dell’azienda a quello personale”, il potenziale dileadership.

Una sfida offerta a chi la saprà cogliere, cherichiede doti non comuni e sacrificio. In cambio, la chance didimostrare il proprio talento e avere successo. “La maggioresoddisfazione di un capo è aiutare un proprio collaboratore ad averesuccesso”, dentro team internazionali e multiculturali, con un forte"sense of mission&lt".

Con poche eccezioni tra le qualispiccano per esempio grandi banche rette da bocconiani eccellenti,l’Italia ha bisogno di raccogliere questa sfida, o rischia dicompromettere le proprie possibilità di crescita. Un Paese che rimaneancorato a una cultura endogamica, in cui vengono favorite le unionitra individui appartenenti a una cerchia ristretta, tende a crearesocietà “statiche, conservatrici e autoreferenziali”.

L’educationè un fattore che influisce statisticamente su due terzi del prodottointerno lordo di un Paese. E in questo senso la Bocconi spicca comevera grande istituzione italiana, in grado di lavorare per invertirequeste tendenze.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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