Greenspan, l'ex Governatore della Fed, prevede una correzione della Borsa cinese e cresce la paura

Certo, guardando il grafico della borsa cinese (qui quello di Shangai, ma anche gli altri indici sono simili) non c'è bisogno dell'esperienza di Alan Greenspan per dire che prima o poi ci sarà una correzione

Certo, guardando il grafico della borsa cinese (qui quello di Shangai, ma anche gli altri indici sono simili) non c'è bisogno dell'esperienza di Alan Greenspan per dire che prima o poi ci sarà una correzione. I prezzi hanno archiviato dal minimo del 2005 ben 19 candele mensili di segno positivo, le ultime 10 consecutive, portandosi da quota 998 a 4208 (il calcolo è presto fatto, in due anni i valori si sono triplicati. La media a 12 mesi transita a 2500 circa, prossima al 50% di ritracciamento del rialzo dal minimo del 2005.

Ovviamente gli indicatori classici sono ipercomprati, ed ovviamente, appunto, prima o poi si realizzerà una correzione. Ma è poco probabile che il mercato inverta la sua rotta solo per le parole dell'ex capo della Fed. In giro c'è molta liquidità, ci sono operazioni di fusione in via di completamento di dimensioni enormi, e non solo sulle banche italiane, ma nei settori più disparati. Molto difficilmente una tendenza come quella della borsa cinese si inverte da un giorno all'altro.

Anche se primo o poi ci sarà una correzione, che giocoforza sarà ampia in quanto ritracciamento percentuale di una fase rialzista molto estesa, è improbabile che questa si verifichi in modo improvviso. Ci sarà prima la comparsa di qualche segnale premonitore sui grafici, una contrazione della volatilità delle candele settimanali, un loro cambiamento di segno, la costruzione di un qualche pattern di inversione.

Insomma, un calo è possibile, si tratta di un processo fisiologico, ma non è detto che sarà drammatico e soprattutto non sembra imminente. In altre parole è meglio iniziare ad attivare strategie a protezione degli investimenti ma senza farsi prendere dal panico.


 


In area 3850 sull'indice di Shangai c'è un forte supporto. Vale la pena intanto di monitorare quello, allarmandosi solo in caso di una sua violazione. Sarebbe interessante sapere se Greenspan ha venduto prima di parlare o se ha comprato dopo lo scivolone causato dalle sue parole. Purtroppo ai comuni mortali non è dato sapere. Nel breve comunque non è detto che l'effetto Greenspan si sia già dissipato.

Le ultime tre candele giornaliere del Dow Jones Industrial parlano di incertezza (corpo piccolo e code verso l'alto), quindi uno storno è probaile. L'indice Usa sale da 7 settimane consecutive (prima della attuale) e dopo la rottura della resistenza di 12800 non si è mai fermato a prendere fiato. Questo non sembra certo un segnale di debolezza. Un ritorno a 13100/200 è possibile, ma in questa fase il mercato dovrebbe sfruttare il primo ribasso per rimpinzarsi ancora. Se poi i prezzi sul rimbalzo non riusciranno a fare nuovi massimi ci sarà da preoccuparsi. Ma il tutto richiederà una o due settimane per realizzarsi. Per il momento quindi il suggerimento è di mantenere nervi saldi, alleggerire magari le posizioni sui prezzi attuali ma con l'intento di ricomprare poco più in basso. Stop sotto i 13000 di Dow Jones.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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