La Gran Bretagna accusa Lugovoi amico di Putin di aver avvelenato l'ex spia russa Litvinenko

L'uomo d'affari vicino a Putin è stato accusato dalla magistratura britannica di aver avvelenato l'ex spia russa. Lui si difende, intanto il Cremlino ne rifiuta l'estradizione chiesta da Scotland Yard, e ipotizza un clamoroso scambio

Svolta nel caso Litvinenko. La Procura della Corona Inglese haincriminato l'uomo d'affari Andrei Lugovoi per l'uccisione dell'exagente del Kgb. Le prove a suo carico sarebbero sufficienti peraccusarlo di un "delitto straordinariamente grave", individuandolo comeuno dei tre uomini che incontrarono l'ex spia nell'Hotel Millenniumdella capitale inglese. Sir Ken Macdonald, direttore del "CrownProsecution Service", ha sottolineato che è "chiaramente nel pubblicointeresse" contestare a Lugovoi il coinvolgimento nel letaleavvelenamento radioattivo subito da Litvineko e di chiedere a Moscal'estradizione dell'accusato. E' questo il punto più controverso dellaquestione, dopo che Scotland Yard ha chiuso a sorpresa e in tempibrevissimi l'indagine, due mesi fa, e dopo che domenica scorsa il Newsof the World aveva rivelato che la responsabile del Foreign Office,Margaret Beckett avrebbe fatto forti pressioni perché Lugovoi e il suocollega Dmitri Kovtun non fossero incriminati, per evitare una crisidiplomatica col Cremlino, accusa per altro smentita dallo stessoForeign Office. Al contrario, Beckett si aspetta invece pienacollaborazione dal Cremlino. "Si tratta di un crimine molto grave - hadetto - per il quale stiamo cercando di avere, e ci aspettiamo, pienacooperazione dalle autorità russe nel portare davanti alla giustiziabritannica il responsabile. Questa nostra aspettativa è stata fattapresente con forza all'ambasciatore russo che è stato convocato questamattina al ministero". "Le prove forniteci dalla polizia - ha aggiuntoinvece Macdonald - sono sufficienti per incolpare Lugovoidell'uccisione di Litvinenko per mezzo di un deliberato avvelenamento,pertanto è nostro dovere continuare l'azione penale. La Procura si stagià occupando delle pratiche per l'estradizione". Ma per ora lesperanze sono poche. La Procura russa ha intenzione di negarel'estradizione di Lugovoi, in linea con la legislazione di Mosca cheimpedisce la messa in stato d'accusa di un cittadino russo in un paesestraniero. Già lo scorso anno lo stesso procuratore generale russoYurij Chaika aveva sottolineato che non ci sarebbero state estradizionisulla vicenda. Secondo fonti della procura Lugovoi negli ultimi mesi èrimasto sempre in Russia, dove la procura ha aperto una sua indagineriservata e l'uomo è stato più volte interrogato, ma soltanto in vestedi testimone.

AndreiLugovoi, ex spia del Fsb addetto alla protezione delle alte carichedell'apparato sovietico, ha diretto il servizio di sicurezza delmagnate russo Boris Berezovsky. Quando questi fu costretto all'esilio,Lugovoi restò a Mosca e fu arrestato, poi liberato e divenuto per viemisteriose un ricco uomo d'affari. Rispondendo alle accuse hadichiarato oggi la sua "totale innocenza" e ha denunciato l'esistenza"di aspetti politici occulti" nelle incriminazioni mossegli da ScotlandYard. Ha anche promesso per il futuro "dichiarazioni sensazionali"sulla vicenda, come riferisce l'agenzia Interfax. "Non ho uccisoLitvinenko - ha sottolineato Lugovoi - e non ho nulla a che fare con lasua morte. Tanto più che non avevo nessun motivo oggettivo o soggettivodi commettere quel crimine. Ritengo che la decisione di chiedere la miaestradizione sia una scelta politica. Ho pieno diritto di esprimere lamia sfiducia sulle cosiddette prove raccolte dagli organi di giustiziabritannici". Lugovoi ha anche aggiunto di non aver ricevuto "nessunavviso ufficiale" sulla sua incriminazione, che ha appreso dai media.Ha poi accusato la stampa occidentale e britannica e "alcuni expolitici" di "creare in modo sistematico e pianificato la mia immaginecome quella di un perfido avvelenatore".

La Procura gli contestal'incontro con Litvinenko poco dopo le 16 dello scorso 1 novembre,insieme a due suoi collaboratori, Dmitry Kovtun e Vyacheslav Sokolenko.Un'ora dopo Litvinenko incontrerà il faccendiere italiano MarioScaramella in un sushi bar di Piccadilly Circus e si sentirà male.Morirà tre settimane dopo, accusando il presidente Putin di averorchestrato una manovra per eliminarlo. L'autopsia evidenziò nel sangueun'elevata quantità di polonio 210, una sostanza radioattiva letale,verosimilmente assunta consumando il the durante l'incontro con Lugovoie Kovtun. Lo stesso Lugovoi sarebbe rimasto in cura nel reparto diterapia intensiva dell'ospedale di Mosca riservato alle vittime deldisastro nucleare di Chernobyl, senza riferire le cause del ricoverononostante la stampa locale abbia parlato proprio di un'esposizione aradiazioni. Logovoi ha sempre negato ogni responsabilità nella morte diLitvinenko, dicendo soltanto di averlo conosciuto per caso dieci annifa e di essere stato poi da lui stesso contattato nel 2005 per affarilegati agli ambienti degli immigrati russi a Londra. A Litvinenko,infatti, era stato concesso asilo politico in Gran Bretagna dopo esserestato allontanato dal governo di Mosca, al punto che il suo caso hafatto precipitare le relazioni tra i due paesi al livello più basso daitempi della Guerra Fredda,; un fuoco su cui ha soffiato il magnateBoris Berezovsky, anche lui in esilio nella capitale inglese,dimostratosi pronto ad attaccare il Cremlino denunciando le trame delVladimir Putin, mentre Mosca invano ne chiedeva l'estradizione.L'ultima puntata fu il proclama di Berezovsky che nelle scorsesettimane aveva annunciato di avere un piano per sovvertire il governorusso, ed era stato accusato di tentato golpe da Mosca. Non sorprendequindi che in queste ore il suo nome ritorni in gioco, in quello chesembra uno scenario da fanta-spionaggio. Il vice presidente della Dumarussa e leader del partito nazionalista LDPR Vladimir Zhirinovsky nonesclude una "piccola" possibilità che Andrei Lugovoi venga estradatodalla Russia, e cogliendo la palla al balzo, propone uno scambioproprio con Berezovsky, del quale Mosca ha già richiesto ripetutamentea Londra l'estradizione, sostenendo che così "si possono sistemare lecose". Le dichiarazioni di Zhirinovsky, riportate dalle agenzie russe,rilanciano un patto neanche tanto segreto e alimentano una spy-storyall'interno della quale anche l'Italia, con l'implicazione diScaramella e i rapporti della commissione Mitrokin con l'ex spiaLitvinenko, sta alla finestra, interessata e attenta, attendendo glisviluppi con trepidazione, anche alla luce dei rapporti, oramaitesissimi, tra le diplomazie russa e britannica.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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