Wolfowitz si dimetterà da presidente della banca mondiale? Gli Usa lo difendono strenuamente

Il presidente dell’istituto di Washington davanti al Board che deve decretarne il futuro: dimissioni o semplice mozione di sfiducia?

Ore contate per Paul Wolfowitz. Il Board della Banca Mondiale,costituito da 24 rappresentanti di altrettanti Stati che aderisconoall'istituto di Washington,  ha messo sotto accusa il presidente, conun impichment senza precedenti che arriva dopo settimane di tira emolla sul suo futuro e sulla bontà della sua gestione. Nei giorniscorsi erano circolate sempre più insistenti le voci delle suedimissioni, che la stessa Casa Bianca aveva definito probabili. L’exnumero due del Pentagono è accusato di violazioni del codice eticodell’istituto e di conflitto di interesse, per aver agevolato iltrasferimento della sua fidanzata, Shaha Riza (un'attivista tunisinaimpegnata nella lotta per i diritti delle donne arabe), promuovendolaal dipartimento di Stato in una posizione salariale da 200mila dollaril’anno (quasi quanto quello di Condoleeza Rice), con 63mila di aumento.Il comitato incaricato di analizzare il caso ha segnalato al Boarddella Banca Mondiale la “crisi nella leadership”, invitando averificare se Wolfowitz “è in grado di assicurare l'autorevolezzanecessaria per proseguire la missione della Banca Mondiale”, allo scopodi compattare la povertà nel mondo, ma sulla cui gestione e sul cuiruolo si discute da tempo.

Al leader della Banca Mondiale, cheha chiesto pubblicamente scusa per l’intercessione galeotta neltrasferimento della compagna, non basta neanche la protezione di Bush,piegato anch’egli dalle pressioni insistenti dei governi europei, chehanno chiesto esplicitamente a Wolfowitz di dimettersi. Finora la CasaBianca ha fatto il possibile per difendere l'incarico di Wolfowitz,rivendicando comunque la prerogativa di nominare un altro americanocome suo successore. Il presidente della Banca Mondiale ha imploratouna “decisione corretta”, incassando anche lo sberleffo della Germania,che col ministro dello sviluppo Heidemarie Wieczorek-Zeul, lo haconsiderato “non gradito” a un forum dell'istituto sull'Africa che siterrà a Berlino la settimana prossima. “E’ legittima una discussionesullo stile della mia gestione e sulla mia leadership – si è difesol’ex vicesegretario alla Difesa, stratega della politica esteradell’amministrazione Bush – ma la questione del conflitto d’interesse èrisolta da oltre un anno”. “Credo sinceramente che, se leggerete le miescuse, concluderete che ho agito nel miglior interesse dell'istituzionee che la mia condotta in relazione al posto di lavoro di Riza nongiustifica l'intraprendere qualsiasi tipo di azione contro di me” haconcluso.

Wolfowitz si è detto pentito di essersi fidato troppodei consiglieri personali e ha promesso di effettuare cambiamenti suimetodi di direzione, invocando equità nella decisione e considerazioneper la Banca Mondiale, senza risparmiarsi critiche al modo in cuil’inchiesta è stata condotta, preoccupandosi dei “danni a lungotermine” per l’istituto internazionale. E’ stato proprio il ministrodello Sviluppo tedesco a chiedere senza mezzi termini le dimissioni delpresidente della Banca Mondiale, in carica dal giugno 2005. “Farebbe ungran servizio a se stesso e alla banca se decidesse di dimettersi:sarebbe la cosa migliore per tutti quelli coinvolti nella storia”, hadetto Wieczorek-Zeul, dopo che nella serata di ieri erano arrivati iprimi segnali di resa anche della Casa Bianca, che, ammettendo che ilcaso è “un incidente che lascia uno strascico”, aveva però ammonito di“discutere tutte le opzioni per mantenere salda l’integritàdell’istituzione”. Ancora ieri mattina, parlando ai reporter aWashington, il portavoce del presidente Usa, Tony Snow, aveva ribaditol'appoggio di Bush a Wolfowitz, sottolineando che sebbene errori sianostati commessi, non erano tuttavia tali da giustificare unlicenziamento. A farli eco il vicepresidente Dick Cheney, che lo hadefinito “uno dei più capaci servitori della cosa pubblica, che comedirettore della Banca Mondiale ha fatto bene e che spero continui adirigere”. E durante la scorsa settimana, anche la Rice si eraadoperata in una campagna sotto traccia per convincere gli alleatieuropei, in particolare la Germania, a far cadere le riserve. Ma senzarisultati. Il Board, già pronto a decidere ieri, si è preso un altrogiorno di tempo, vagliando la possibilità di un semplice richiamodisciplinare, lasciandolo comunque al suo posto. Ma nel caso, daivertici della Banca potrebbe partire una mozione di sfiducia cherenderebbe di fatto impossibile la permanenza di Wolfowitz al vertice.

Unmesto addio per il teorico della guerra preventiva, il guru neocon allespalle della macchina da guerra bushiana, vessato dall’opinionepubblica (e ridicolizzato dalla foto che lo ritraeva in una moschea,coi calzini bucati), e screditato dal proprio istituto. I membrieuropei del Board della Banca Mondiale, tra i quali il vicepresidentetedesco Graeme Wheeler, gli imputano infatti anche una cattivaprogrammazione degli investimenti e una eccessiva tendenza al liberismoche ha fortemente penalizzato i paesi poveri, sostenuti invece durantel’interregno del suo predecessore James Wolferson. Fonti giornalistichee retroscena di palazzo rivelano che in realtà Wolfowitz pagherebbesoprattutto l’appoggio finanziario a due questioni invise ad alcunipaesi membri della Banca. La prima riguarda l’inclusione dell'abortonei “servizi per la salute riproduttiva”, che la BM vorrebbe appoggiarein Africa, diffondendo metodi contraccettivi anche ai più giovani,proposta bocciata da Francia, Italia, Germania e Norvegia. La secondaporta in Iraq, e al ruolo della Banca Mondiale nella ricostruzione: inquesto caso rimuovere Wolfowitz significherebbe rimescolare le cartedegli investimenti, liberandosi, dopo l’ex ministro della DifesaRumsfeld, e dei due generali Tommy Franks e John Abizaid , dell’ultimopioniere della campagna irachena. Il più duro a morire.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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