Stipendi statali: è scontro sull'aumento promesso. La corte dei conti giudica la spesa elevata

Attesa per l'incontro all'Aran, decisivo per capire le risorse a disposizione del rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici

Una giornata campale per il futuro dei dipendenti statali. Oggi, altavolo dell'Aran, l'Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle P.A.,si chiarirà l'entità delle risorse a disposizione per il rinnovo delcontratto. Risorse che, per i sindacati, dovranno arrivare a soddisfarel'incremento medio di 101 euro stabilito con l'accordo raggiunto il 6aprile scorso.

IL TAVOLO - Il pressing intornoalle trattative è volto a scongiurare lo sciopero, già annunciato, del1 giugno (il 4 per la scuola). Già ieri il premier Romano Prodi avevaespresso ai leader sindacali la volontà di arrivare ad una rapidasoluzione della vertenza. L'apertura del governo sembra aver smosso uncauto ottimismo da parte dei sindacati, anche se rimangono delle serieperplessità, che già questa sera potrebbero avere una conferma o unasmentita. "Spero che la semina dei giorni scorsi dia qualche risultato,ma tocca al governo muoversi e fare in fretta", afferma il segretariodella Cgil Guglielmo Epifani, che non esprime previsioni sull'esitodell'incontro di oggi. "La prospettiva dello sciopero resiste", ricordaEpifani, cui fanno eco le parole del segretario generale del repartofunzione pubblica del sindacato, Carlo Podda, per il quale "ènecessario ancora una volta chiarire che la conferma dell'accordoraggiunto il 6 aprile sui 101 euro per il rinnovo dei contratti deiministeri, e l'assunzione di questa cifra come parametro di riferimentoper gli altri comparti pubblici, sono facce della stessa medaglia". Inassenza di una risposta positiva, dunque, sciopero confermato.

CORTE DEI CONTI -Ma le ore che si susseguono intorno alla trattativa risentono delchiaro messaggio lanciato questa mattina dalla Corte dei Conti. Per imagistrati contabili i dati complessivi di spesa per le retribuzioni alpersonale in servizio, comprensivi del personale dei comparti statali enon statali e del personale in regime di diritto pubblico presentano,prendendo a riferimento il conto annuale 2001 rapportato a quello del2005 al netto degli oneri riflessi, un incremento della spesa di11.519,7 milioni di euro (+12.8%). In particolare, il costo sostenutodalla Pubblica Amministrazione inerente al personale complessivamenteimpiegato, ha evidenziato, sulla base di elementi tratti dai contiannuali del quinquennio 2001-2005, un andamento crescente da 130miliardi di euro nel 2001 a 148,7 miliardi di euro a fine 2005 (+18,mlddi euro), con un incremento, nel quinquennio, del 14,4%.

LE REAZIONI -Un campanello d'allarme, quello della Corte, sul quale il ministrodella Funzione Pubblica Nicolais esorta a mantenere la cautela. "LaCorte dei Conti dovrebbe considerare anche l'aumento del costo dellavita", avverte il ministro, che si domanda come "un insegnante discuola media superiore che alla fine della sua carriera guadagna menodi 1.800 euro al mese netti", possa mantenere due figli all'universitào a scuola e "avere una vita dignitosa". "Probabilmente - continuaNicolais - qualcuno di noi guadagna molto e qualcuno pochissimo madobbiamo tener conto che gli insegnanti sono 1 milione su 3 milioni emezzo di dipendenti pubblici". Sui dati della Corte più durii sindacati, che sottolineano come nelle analisi dei magistraticompaiano degli aumenti, effettivamente messi in atto, che riguardano isettori più disparati, tra cui le unità delle forze dell'ordine (unmodesto 1%), il personale diplomatico (+21%), i dirigenti (+17,4%), idocenti universitari (+21,4%), e gli stessi magistrati (che hanno avutoun incremento, sensibile, del 26,2%). Numeri che contribuiscono adalzare la media ma che, per le rappresentanze, non consentono di avereun quadro reale della situazione. "L'aria non è proprio serena, anzisembra inseguire l'involuzione climatica di una primavera inoltrata:non c'è ‘gelo' ma una fastidiosa ‘umidita' sgradevole", annuncia ilsegretario generale della Uil-PA Salvatore Bosco, facendo notare che il"tira e molla" tra Governo e Sindacati sul rinnovo dei contratti dilavoro, il cui biennio economico e' scaduto da oltre 15 mesi, e'arrivato al capolinea. "Siamo arrivati al 'redde rationem'", haavvertito il sindacalista. "Non c'e' piu' tempo per rimandi ne' peralibi: o ci sono i soldi, i 101 euro di aumento medio pro-capitemensile gia' concordate in sede politica con il Governo, oppure saremoobbligati a fare lo sciopero generale il primo giugno".

PRECARIETA' -Spulciando la relazione dei magistrati contabili si nota in calce unaltro dato sul quale, tavoli a parte, occorrerà presto riflettere: nelquinquennio 2001-2006 i rapporti di lavoro a tempo determinato si sonomoltiplicati sensibilmente, passando da 86.543 a 125.539 unità. E afronte di un rallentamento nel ritmo di crescita delpart-time (smorzatosi dopo l'onda travolgente del biennio 2001-2002),sono anche i contratti di formazione e lavoro ed i rapporti di lavorointerinale ad aver subito un' impennata.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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