Poste in Italia: la liberalizzazione che dovrebbe avvenire entro il 2009 va sempre più a rilento

Un pachidermico processo di liberalizzazione dovrebbe coinvolgere anche il sistema postale nazionale entro il 2009.

Un pachidermico processo di liberalizzazione dovrebbe coinvolgere anche il sistema postale nazionale entro il 2009.

Per ottenere i preannunciati vantaggi economici sull’invio delle missive dobbiamo quindi attendere ancora a lungo, sebbene l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si sia premurata di avvertire il Ministro delle Comunicazioni in merito ad un’eccessiva discrezionalità concessa a Poste Italiane nello stabilire le condizioni tecniche alle quali è subordinata l’applicazione della tariffa di posta massiva.

Per posta massiva, secondo quanto fa presente l’Antitrust, si intendono gli invii consegnati a Poste Italiane in grandi quantità come ad esempio, estratti conto bancari e comunicazioni alla clientela per le utenze elettriche e telefoniche.

Secondo l’Autorità, di conseguenza, sarebbe auspicabile che, come accade in altri settori regolati, la gestione delle procedure di standardizzazione e omologazione sia demandata al soggetto regolatore, che opera in posizione di terzietà e neutralità rispetto a tutti gli operatori sul mercato.

Finalmente anche Catricalà si è accorto del significativo aumento dei prezzi dei servizi postali, che oltre a riguardare la sopra citata posta missiva tocca anche posta ordinaria sostituita da quella prioritaria con un rincaro medio dei servizi stimato intorno al 30%. Anche per la clientela business le tre distinte tariffe introdotte dal decreto Landolfi 2006 non sono del tutto “eque”, con un aumento da 0,37 a 0,45 euro.


Peraltro, appaiono individuarsi ulteriori problematiche di carattere concorrenziale anche con riguardo alle nuove modalità di tariffazione, differenziate per area geografica di destinazione.

Pur senza porre in discussione l’uniformità tariffaria per la clientela retail, che trova allo stato giustificazione nelle esigenze del servizio universale, si evidenzia che il rapporto relativo fra i livelli tariffari fissati dal decreto ministeriale per le componenti di domanda business e retail potrebbe avere come effetto quello di determinare un vantaggio competitivo per Poste nella prospettiva della liberalizzazione del settore, a fronte di un consistente aumento dei prezzi per la clientela al dettaglio.

Certo i rincari applicati dal monopolista della corrispondenza hanno migliorato di molto il bilancio del gruppo che rischia però pesanti multe per l’abuso di posizione dominante in fatto di standard sulla posta massiva.

La società non è tuttavia del tutto estranea a questo tipo di errori verso che ha già ricevuto in precedenza una multa di 1,6 milioni per discrezionalità sulla posta elettronica ibrida, poi sostituita dalla posta massiva.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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