Export italiano in Cina: inizia quello del prosciutto di Parma e San Daniele

Si è infatti conclusa positivamente la lunga negoziazione con il Governo della Repubblica Popolare Cinese per aprire il mercato più popoloso del mondo ai prosciutti italiani stagionati di Parma e San Daniele.

Il mercato cinese apre al prosciutto di Parma e al San Daniele. Si è infatti conclusa positivamente la lunga negoziazione con il Governo della Repubblica Popolare Cinese per aprire il mercato più popoloso del mondo ai prosciutti italiani stagionati di Parma e San Daniele.

Lo scorso 4 maggio l'Ambasciata italiana a Pechino ha infatti comunicato al Ministero della Salute l'approvazione da parte delle Autorità cinesi dei primi 36 stabilimenti italiani, situati nell'area di produzione dei due prodotti, in Emilia Romagna e in Friuli Venezia Giulia, che sono autorizzati ad esportare in Cina i propri prodotti suini stagionati.

L'Ente autorizzativo cinese ha infatti approvato la lettera di garanzia di conformità degli stabilimenti italiani ai parametri sanitari, fornita dal Ministero italiano della Salute.

Si tratta, rileva il Governo italiano, di un'apertura importante anche per l'esportazione futura di prodotti quali prosciutti cotti e prodotti caseari, perché sarà facilitato il processo di autorizzazione.

E il ministro della Salute Livia Turco ha sottolineato che "questo successo è anche frutto di una brillante azione collettiva delle diverse amministrazioni coinvolte e delle imprese italiane ed è uno dei primi risultati della nuova politica di apertura al mercato cinese che è seguita alla visita in Cina del Presidente del Consiglio Prodi nel settembre scorso".


Soddisfazione è stata espressa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, che ha sottolineato come l'intesa potrà dare impulso anche ad altri prodotti dell'agroalimentare italiano: "L'apertura del mercato cinese alle produzioni tipiche e di qualità del "made in Italy" come i prosciutti di Parma e San Daniele, i più apprezzati nel mondo, è un elemento estremamente significativo - commenta la Cia -
Siamo, infatti, in presenza di un'intesa che potrà dare sicuramente una svolta ai rapporti nel campo del commercio agro-alimentare tra i due paesi, aprendo la strada ad altri prodotti italiani.

D'altronde, già nel corso del 2006 le nostre esportazioni agro-alimentari in Cina hanno fatto registrare una sensibile crescita che, visti i presupposti, nei prossimi anni può consolidarsi ulteriormente".





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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