Abolizione Ici sulla prima casa: Prodi la nega per il momento, mentre Rutelli sarebbe d'accordo

Ha detto Prodi: 'Quando parliamo di abolizione delle imposte, tutti urlano di gioia. Ho fatto una lunga riflessione e non credo che sia una provvedimento da fare oggi'.

Nella fase dei lanci e rilanci di annunci sulla politica economica, che tanto hanno caratterizzato il primo anno di vita di questo governo, si è registrata un'altra puntata.

E' stato il presidente del Consiglio Romano Prodi, intervistato da "Radio Anch'io", a depennare dall'agenda delle priorità dell'esecutivo la proposta l'abolire l'Ici sulla prima casa, che pure nelle settimane scorse sembrava aver preso quota. Ha detto Prodi: "Quando parliamo di abolizione delle imposte, tutti urlano di gioia. Ho fatto una lunga riflessione e non credo che sia una provvedimento da fare oggi".

Il provvedimento, ha spiegato Prodi, potrà essere valutato "in prospettiva" in raccordo con gli enti locali. Il presidente del Consiglio ha anche fatto presente la necessità di "riportare il numero delle case costruite anche con il contributo pubblico in Italia a livello degli altri paesi europei, dove sono molto più numerose". Dunque, piano con l'Ici, ma avanti con l'edilizia pubblica.

La posizione di Prodi ha un senso se si pensa che nelle ultime ore il premier aveva annunciato un piano di sostegno alle famiglie numerose e agli anziani, attraverso le leve degli assegni e della riduzione delle imposte. Il problema è che quella di abolire l'Ici sulla prima casa era una proposta che da mesi, ormai, costituiva il cavallo di battaglia della Margherita di Francesco Rutelli.

Sin dal giorno della scoperta del celeberrimo "tesoretto" (il "più" di entrate che si è registrato all'inizio del 2007), il partito di Rutelli aveva messo sul tavolo il progetto. Dalle parti dei Ds, invece, si era pensato ad aiuti più diretti ai redditi più bassi. Qualcosa, insomma, di molto simile a quanto illustrato da Prodi. Sì ai Ds e il giorno dopo porta sbarrata ai Dl?

Rutelli ha gettato acqua sul fuoco: "Il tema dell'Ici, come voi ben ricordate, non l'ho sollevato io né il congresso della Margherita, ma lo stesso presidente del Consiglio, con il plauso generale, nel momento del dibattito sulla fiducia al Senato".

Il presidente della Margherita ha anche riferito che gli interventi sull'Ici sono stati al centro di un pranzo di lavoro con il premier durante il quale Prodi ha confermato che quello dell'Ici "resta un tema sul quale nelle prossime settimane e nei prossimi mesi dobbiamo dare risposta. E' un tema che va discusso".


Poi ha aggiunto: "Nel ridurre la pressione fiscale sulla casa che va a vantaggio soprattutto dei ceti popolari, ci troviamo con una opportunità importante di trasferire quote di entrate dallo Stato ai Comuni.

Il taglio dell'Ici nasce con un nostro positivo accoglimento nel dibattito al Senato all'applaudito intervento del premier. Noi su quella linea abbiamo deciso di muoverci e continueremo a farlo, perché siamo convinti che una politica complessiva, un piano sulla casa è una vera priorità sociale per il Paese. Ci sono varie proposte sul tavolo, in Parlamento, tra cui anche quella della Margherita".

Per l'opposizione è un invito a nozze. Renato Schifani, capogruppo di Forza Italia al Senato: "Questo esecutivo ha troppe campane, ognuna suona una musica diversa e il caos è perennemente assicurato".

Il capogruppo di Alleanza nazionale al Senato, Altero Matteoli: "Non è certo un bell'inizio per il Partito democratico e per le proposte avanzate dal congresso della Margherita". Soddisfazione, invece, del ministro della Solidarità Sociale di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero, specialmente per l'obiettivo indicato da Prodi di rimettere l'edilizia popolare italiana al passo con il resto d'Europa: "Sono perfettamente d'accordo con Prodi, le politiche per la casa una delle priorità sociali del governo.

Nel nostro paese infatti l'edilizia popolare è praticamente scomparsa. Inoltre Prodi ha insistito sulla necessità che si dia il via a un piano di edilizia pubblica che consenta di proporre delle abitazioni a prezzi possibili per le famiglie, che sono oggi spesso nell'impossibilità di affittare un appartamento, e che si proceda alla sistemazione degli oltre ventimila alloggi pubblici già costruiti ma che necessitano di lavori di ristrutturazione o manutenzione".





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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