Decreto legge per Blind Trust per i politici per evitare vendità attività. Berlusconi "Sono Killer "

Uno scenario da film: qualcuno vuole eliminare Silvio Berlusconi, il piano viene alla luce ed emerge in tutta la sua malvagità.

Uno scenario da film: qualcuno vuole eliminare Silvio Berlusconi, il piano viene alla luce ed emerge in tutta la sua malvagità.

Come nella pellicola Shooting Silvio. Il crimine, però, stavolta è parlamentare, la vita cui i malvagi attentano è la vita politica, ed il termine esatto da utilizzare non è omicidio, bensì "killeraggio", stando alle parole dello stesso presidente di Forza Italia.

Passeggiando per le vie di Trapani per una visita pre-elettorale in vista delle amministrative, Silvio Berlusconi non risparmia le sue critiche per il disegno di legge sul conflitto di interessi.

Armato dell'abituale terza persona singolare, annuncia: "Questo ddl sarebbe l'ulteriore dimostrazione della volontà di eliminare il più pericoloso concorrente, cioè il leader dell'opposizione, cioè me stesso".

La dura reazione dell'ex premier arriva come risposta alle parole di Romano Prodi, che questa mattina, ai microfoni di Radio Anch'io, ha annunciato la determinazione del governo ad andare avanti sul conflitto di interessi.


Il presidente del Consiglio ha sottolineato che la legge è "un impegno del governo", ed un provvedimento "più blando che nelle altre democrazie".

Per la questione della ineleggibilità, Prodi ha esplicato le funzioni del blind trust, ironizzando: "uno mica deve diventare San Francesco. Tu puoi rimanere ricco, ma non puoi amministrare direttamente la tua ricchezza quando hai potere politico, altrimenti la democrazia si indebolisce".

Frasi che hanno rovinato la colazione siciliana di Berlusconi, e che lo hanno spinto a sfogarsi con i giornalisti: "è un provvedimento di killeraggio nei confronti degli oppositori".

In sintesi, il disegno di legge (C. 1318), prevede l'esistenza di un regime di incompatibilità da applicarsi ai componenti del governo, ai commissari straordinari e agli amministratori locali.

Dovere di astensione e separazione degli interessi vengono applicati attraverso la vendita delle proprie attività, o l'istituzione di un trust. Saranno incompatibili con incarichi di governo anche le cariche di presidente, amministratore, liquidatore o sindaco di società, imprese e fondazioni pubbliche e private.

Non si potrà esercitare attività imprenditoriale, e durante la permanenza al governo non si potranno ricevere compensi, se non per attività prestate in precedenza. In caso di violazione delle disposizioni la pena è la decadenza dal mandato.

La nuova Authority, che sarà composta da cinque componenti con mandato settennale-di cui quattro scelti a scrutinio segreto dalla camera e dal Senato ed il quinto indicato d'intesa dai presidenti di Camera e Senato-, stabilirà la sussistenza dell'incompatibilità, i casi in cui ci si debba astenere e la portata delle eventuali sanzioni, che andranno dai 10 ai 50 mila euro.

La separazione dei beni diventerà obbligatoria solo se il valore dei beni "in conflitto" supererà i 15 milioni di euro. Le opzioni per l'interessato, ad esempio Silvio Berlusconi, saranno: dimettersi da ogni carica, vendere, affidare tutto ad un blind trust (il trust verrà indicato dall'esponente del governo, d'intesa con l'Autorità, ma la gestione del patrimonio sarà "cieca", l'interessato sarà al corrente del modo in cui verranno gestiti ed investiti i suoi soldi).

L'Authority darà inoltre delega al Garante per le Comunicazioni il compito di controllare se in campagna elettorale ci sono Tv private che danno "sostegno privilegiato" ai "proprietari" arrivati al governo o ai "capi delle coalizioni".

Il disegno di legge 1318 è destinato a sostituire la precedente 214/2004 preparata ad hoc nella precedente legislatura.

La vecchia legge, ancora in vigore, si limita a prescrivere la necessità per l'imprenditore individuale di nominare uno o più institori, cioè una o più persone di fiducia (figli, parenti, amici, e perciò soggetti non realmente indipendenti) cui affidare l'effettiva gestione aziendale.

Una legge approvata durante la reggenza del premier Berlusconi, che ha descritto esattamente l'azione di cessione delle aziende attuata dall'imprenditore Berlusconi.

Il nuovo ddl è entrato in Aula il 7 luglio 2006, presentato da 18 deputati in rappresentanza di tutta la fetta parlamentare della maggioranza (da Franceschini a Migliore, da Fabris a Villetti, da Bonelli a Donadi).

Il 31 luglio è passato in sede referente alla commissione Affari Costituzionali, dove esame dopo esame, emendamento dopo emendamento sta lievitando e cuocendosi, in attesa di essere sfornato.

Ma il primo boccone, per l'ex premier, sarà molto amaro. Di fronte alla minaccia parlamentare, Berlusconi ha sfoderato il pericolo della ritorsione popolare: "Credo che farà molto male alla sinistra questa volontà se attuata fino in fondo, perché gli italiani si renderanno conto di come questa sinistra vuole agire per eliminare gli avversari politici".

E se il blind trust, come ha ricordato Prodi, "non è una roba strana, anzi, è tipicamente americano", Sua Emittenza dalla Sicilia ha lanciato un avvertimento: "noi non siamo in America, siamo in Italia e qui le cose funzionano in maniera diversa".





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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