E' sconto diplomatico tra Russia e Nato-Usa. Sospeso il trattato delle armi convenzionali

La Russi ha sospeso unilateralmente il trattato delle armi convenzionali defininendo le relazioni con la Nato e con gli Usa ' senza fiducia'

L'annuncio del presidente Russo, Vladimir Putin, di voler chiedere una moratoria sul trattato delle armi convenzionali (Cfe) in Europa del 1990, per più di qualcuno rischia di essere il preludio a una nuova Guerra Fredda.

La richiesta appare come una minaccia, soprattutto dopo il violento scambio di opinioni al vertice Nato di Oslo tra il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e il segretario di Stato Usa, Condoleezza Rice.

Lavrov ha accusato gli Stati Uniti di voler spiare Mosca, in quanto il sistema di difesa antimissile europeo sarebbe "inutile" dato che non copre il sud del continente. Immediata la replica della Rice, la quale ha dichiarato che la Russia non doveva interessarsi di come Washington decide di proteggere gli alleati.

Il segretario di Stato, inoltre, ha ribadito che le accuse di Mosca sono solo scuse, in quanto "è impensabile poter contrastare il deterrente nucleare russo con dieci intercettori e qualche radar nell'Europa dell'Est".

La dura presa di posizione dei russi e le risposte degli americani hanno spiazzato la Nato e gli alleati che non si aspettavano a Oslo un vertice di fuoco.


Tanto che il segretario generale dell'Alleanza Atlantica, Jaap de Hoop Scheffer, è dovuto intervenire affermando che la Nato nelle ultime ore "è in disaccordo con gli amici russi" ed è molto preoccupata in quanto si ritiene che "il progetto americano non altera l'equilibrio strategico in Europa". Non sono serviti gli inviti dell'Italia alla moderazione e a un'analisi più attenta della questione.

Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema aveva chiesto ai partecipanti al vertice di "ragionare" e di "tenere nella dovuta considerazione le preoccupazioni dei russi". Inoltre, per il capo della Farnesina era necessario che ci fosse un approccio corale al tema della difesa missilistica.

Nonostante le richieste italiane, le divergenze non si sono appianate. Anche la Germania, considerata il miglior interlocutore di Mosca, nel summit norvegese non si è detta d'accordo con la politica russa.

"Mosca da qualche tempo vuole sottolineare le differenze seguendo una strada conflittuale - ha detto il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier -. Non va bene, non ci sono alternative alla nostra cooperazione".

Scheffer comunque ha risposto preventivamente a Putin sul Cfe in una conferenza stampa a margine del summit.

Il segretario generale ha affermato che la Nato ratificherà la versione emendata del trattato quando la Russia avrà rispettato gli impegni presi, e ha ribadito che la questione del trattato sulle forze convenzionali è all'ordine del giorno del Consiglio Nato-Russia, dal momento che gli alleati danno molta importanza al Cfe e alla sua ratifica.

Nonostante ciò, giovedì serata, Lavrov ha confermato ai 26 paesi della Nato la sospensione dell'applicazione del Cfe da parte di Mosca. Il ministro degli Esteri russo inoltre ha aggiunto che le relazioni Russia-Nato mancano di fiducia.

"La potenzialità dell'organizzazione non è utilizzata appieno - ha sottolineato Lavrov -. Le nostre relazioni sono prive di un profondo e talvolta anche dovuto livello di fiducia".

"L'attacco di Putin sullo scudo e sulle basi Nato al confine russo erano prevedibili - ha aggiunto l'alto ufficiale -. Putin all'interno del suo paese da qualche tempo viene considerato troppo vicino all'occidente. Ciò ha fatto sì che diminuisse l'appoggio di alcuni alti ufficiali e politici a lui fedeli finora.

Non a caso nell'ultimo messaggio al Parlamento e alla nazione ne ha parlato polemicamente, accostando la questione delle armi convenzionali a quella economica.

Questo per fare da una parte più presa sulla popolazione, molto attenta allo sviluppo del paese e del proprio benessere.

Dall'altra - ha concluso la fonte -, scopo del discorso era inviare un chiaro messaggio ai poteri forti del paese. L'obiettivo di Putin era far capire loro che non si farà mettere i piedi in testa da nessuno e se deciderà di dare il via libera allo scudo, lo farà solo "a caro prezzo" e non certo immediatamente".








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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