Accordo tra Usa e Moldavia su una regione autonoma al confine con Litunia. UE preoccupata

Russia e Moldavia raggiungono a sorpresa un'intesa sul futuro della regione autonoma al confine con l'Ucraina. Bruxelles, informata solo a cose fatte, esprime forte preoccupazione e invia subito una delegazione della Ue a Chisinau

La Repubblica Moldava di Transnistria non è riconosciuta internazionalmente. E' un territorio che si estende lungo il confine con l'Ucraina all'interno della Repubblica di Moldavia, di cui fa ufficialmente parte, ma in realtà è governata da un'amministrazione autonoma con sede nella città di Tiraspol. Si può dire che sia ''figlia'' della Russia, che ha forte influenza sul territorio e ha contribuito militarmente, economicamente e politicamente alla separazione della regione, contrapponendosi agli interessi della Moldavia. La sua storia è piuttosto complessa e articolata.

Proclamatasi unilateralmente Repubblica Moldava di Transnistria (Mrt) il 2 settembre 1990, vide il 25 agosto 1991 il Soviet Supremo dell' Mrt adottarne la dichiarazione di indipendenza. Il 27 agosto dello stesso anno il parlamento moldavo votò la dichiarazione di indipendenza della Repubblica di Moldavia, il cui territorio includeva la Transnistria. La diretta conseguenza fu che il parlamento moldavo chiese al Governo dell'Urss di "iniziare le negoziazioni con il Governo moldavo in modo da porre fine all'occupazione illegale della Repubblica della Moldavia e ritirarsi dal territorio moldavo", ovverosia di ritirare la XIV armata da Tiraspol.
Ma le forze della XIV armata rimasero e combatterono a favore delle forze separatiste, a cui fornirono le armi. Il tutto si risolse con un cessate il fuoco siglato il 21 luglio 1992, dopo che l'esercito moldavo si trovò nell'impossibilità di attaccare la Transnistria.

Poi piombò il silenzio su questa regione poverissima, sconosciuta ai più, dove la media salariale della popolazione non supera i 20-40 dollari statunitensi mensili. Almeno fino ad oggi. E' infatti di questi giorni la notizia che è stato raggiunto un accordo tra Russia e Moldavia che prevede un riconoscimento ufficiale del governo autonomo di Tiraspol da parte di Chisinau. In base all'accordo la Moldavia assicura ai separatisti transnistri il 20 per cento dei seggi in parlamento insieme all'assegnazione del vicepremierato ad un esponente filo-russo, così come filo-russi saranno tutti gli incarichi di viceministro dei vari dicasteri.
Ma l'aspetto più importante dell'intesa riguarda la presenza dell'armata russa in Transnistra, che oggi viene concessa dalla Moldavia ufficialmente, dopo averla subita ininterrottamente dai tempi dell'Urss. L'accordo, portato avanti in segreto dai due stati, è stato reso noto a Bruxelles e a Washington, che mantengono sulla regione lo status di osservatori, solo a cose fatte. Come risultato, al disappunto della Ue unito alla forte preoccupazione sul futuro della regione, è seguita l'immediata partenza di una delegazione da Bruxelles alla volta di Chisinau.

Javier Solana, l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue, sembra non interverrà nella questione che ''Crea una rottura nelle relazioni fra la Moldavia e l'Ue'', come riferisce un diplomatico di Bruxelles. A differenza di quanto avvenne nel 2003, quando Solana intervenne per esercitare pressioni sul presidente moldavo, Vladimir Voronin, affinché respingesse l'accordo proposto dalla Russia. Cosa che accadde all'ultimo minuto. Ora lo scenario è cambiato. Pare che alla disponibilità moldava verso Mosca abbia contribuito la chiusura dell'Ue all'entrata di Chisinau tra i futuri paesi membri dell'Unione europea, dando luogo al ripiego verso il partner russo. L'accordo dunque, contrariamente a quanto ci si aspetti, sarebbe stato caldeggiato dalla Moldavia. Di questo ne è persuaso Iulian Chifu, direttore del Centro rumeno per la prevenzione dei conflitti, che dichiara: ''E' stata certamente Chisinau a richiedere a Mosca un accordo. Le autorità moldave, offese dalla netta chiusura di Bruxelles sull'ipotesi di membership, si sono rivolte verso un altro partner, la Russia. Questo accordo ne sono certo non è stata un'idea del Cremlino".





di Chiara Compagnucci Fonte: pubblicato il


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