Pena di Morte: L'unione Europea pronta a chiedere la moratoria e la cancellazione all'Onu

Il parlamento europeo chiede all'unanimità che venga 'immediatamente' presentata all'Assemblea generale delle Nazioni Unite una risoluzione per una moratoria internazionale sulle esecuzioni capitali, quale 'passo strategico verso

Dire bipartisan è dire poco. La risoluzione a sostegno di una moratoria universale sulla pena di morte, da presentare all'Onu "immediatamente", è stata approvata praticamente da tutti i gruppi presenti all'Europarlamento, con la significativa eccezione degli euroscettici e dei gruppi di estrema destra. Socialisti e popolari, liberali, verdi, destra e sinistra: la seduta plenaria riunita a Strasburgo si è mostrata compatta come non mai nel chiedere che i ventisette Stati dell'Unione europea presentino al più presto una risoluzione all'Assemblea generale delle Nazioni Unite per chiedere la sospensione a tempo indeterminato della pena capitale nel mondo.

Un colpo a segno per l'Italia, che in questa battaglia si è schierata fin da subito in prima linea e che vorrebbe presentare la risoluzione già nel prossimo settembre. Una scadenza che, tuttavia, ad alcuni dei Ventisette appare prematura, non essendo ancora stato raggiunto in sede Onu il quorum di 96 Paesi - al momento se ne conterebbero circa 90 favorevoli - necessario per assicurare il successo del documento.
Un numero legale che secondo i radicali e gli abolizionisti di Nessuno tocchi Caino, è invece già raggiunto e superato: "L'approvazione è garantita - sostiene il segretario dell'associazione Sergio D'Elia - noi contiamo fra i 101 e i 107 voti favorevoli". Certezza, questa, che non è condivisa da altre due organizzazioni che pure sognano da tempo, se si passa il gioco di parole, "la condanna a morte della pena capitale": Amnesty international e Comunità di Sant'Egidio, lungi dal frenare l'iniziativa, preferirebbero agire con prudenza, e presentare la risoluzione al Palazzo di Vetro solo quando i numeri per la sua approvazione saranno assolutamente certi.

Non è la prima volta, infatti, che all'Assemblea generale dell'Onu viene presentata una risoluzione per una moratoria internazionale della pena di morte. L'Italia ci aveva provato già nel 1994, finendo sconfitta per uno scarto di soli otto voti. Nel 1999 un tentativo lo fece l'Unione europea, con la Finlandia presidente di Turno, ma il documento fu ritirato dallo stesso Consiglio Affari generali dell'Ue, sebbene le prospettive di voto facessero ben sperare. Nel 2003 l'Italia ci riprova con Berlusconi, che si impegna a ripresentare la risoluzione: una promessa che non sarà mai mantenuta dall'allora presidente del Consiglio. Eppure, ricorda oggi D'Elia, "nel '94, quando la risoluzione fu battuta per soli otto voti, nel mondo c'erano 97 Paesi che applicavano la pena capitale. Oggi ne rimangono 51. Abbiamo già 90 firmatari della raccomandazione italiana, e non dimentichiamo che in Assemblea generale c'è sempre un gruppo di nazioni che si astiene".

Il testo passato a larga maggioranza a Strasburgo, d'altronde, fa seguito ad un appello analogo approvato il primo febbraio scorso, che il governo tedesco, presidente di turno Ue, aveva tuttavia lasciato cadere nel vuoto. Questa volta, invece, il ministro tedesco Guenter Gloser ha confermato che la presidenza Ue presenterà in maggio una sua relazione e ha ribadito che l'obiettivo è quello di ottenere il sostegno di tutti i paesi dell'Unione alla proposta di moratoria avanzata dall'Italia. Nelle appena 50 righe che compongono il testo, i parlamentari europei indicano la moratoria quale "passo strategico verso l'abolizione della pena capitale in tutti i Paesi" e invitano le istituzioni europee, incluso il Consiglio d'Europa, a proclamare il 10 ottobre Giornata Ue contro la pena capitale. Sempre per quella data,l'Europarlamento si impegna ad organizzare una conferenza europea "di alto livello" sulla questione.





di Chiara Compagnucci Fonte: pubblicato il


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