Fabbriche in Italia chiuse per mancanza di acqua in caso di siccità ?

Si sono delineate alcune possibili strategie di mitigazione dei danni, che dovrebbero scaricare il peso dell'emergenza su industria e agricoltura, lasciando salve le utenze domestiche

L'acqua serve per irrigare i campi e per raffreddare la macchine, oltre che per berla, lavarsi e farci del turismo.
Di acqua ne abbiamo meno del solito. Si sapeva da mesi che avremmo avuto questo problema, ma adesso e' un fatto certo e misurato, per cui ora la chiamano emergenza.

Si e' riunito al Ministero dello Sviluppo Economico il tavolo tecnico che dovrebbe gestire la situazione, composto da Ministero dello Sviluppo economico e Ministero dell'Ambiente, Terna, Protezione Civile, Autorità per l'Energia elettrica e il Gas, Regioni maggiormente interessate e Autorità bacino del Po. Si sono delineate alcune possibili strategie di mitigazione dei danni, che dovrebbero scaricare il peso dell'emergenza su industria e agricoltura, lasciando salve le utenze domestiche.

Il piano prevede varie azioni, ma si spera sempre nella pioggia, perché agire costa tempo, soldi e fatica, mentre sperare e' gratis:

Su La Stampa vanno giù duri contro l'agricoltura, sia per il fatto che si coltivano cose che richiedono più acqua rispetto al passato (ortaggi invece di grano), sia per l'irrigazione sprecona: “l’acqua in agricoltura costa troppo poco perché qualcuno si ingegni a usarla parsimoniosamente e perché ci si orienti verso l’uso di acque di recupero debitamente chiarificate e purificate”.








di Chiara Compagnucci Fonte: pubblicato il


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