Investire nel vino: emessi i titoli dal Banco di Sicilia su importanti aziende vinicole italiane

Riproposto anche quest'anno per gli amanti del vino un investimento che unisce l'utile al dilettevole

Riproposto anche quest'anno per gli amanti del vino un investimento che unisce l'utile al dilettevole, si tratta dei 4.000 nuovi certificati 'en primeur' per un valore complessivo di 700.000 euro messi a disposizione dal Banco di Sicilia ed emessi da quattro prestigiose aziende vitivinicole italiane: le siciliane Benanti e Donnafugata, la toscana Sette Ponti e la piemontese Viberti Fantino.

Cosa si intende per 'en primeur'?

È un'innovativa formula che consente ai consumatori la possibilità di acquistare bottiglie di vino alcuni anni o parecchi mesi prima che queste vengano immesse sul mercato. Tale forma di commercializzazione è normalmente riservata ai vini di alta o altissima qualità e funziona come un contratto future. L'en primeur nasce in Francia, nella regione di Bordeaux, dove da sempre i vini dei più famosi chateaux sono venduti con questa formula.

Come funzionano i certificati ' en primeur'?

Si tratta di certificati che danno la possibilità di acquistare 'a pronti' una determinata quantità di bottiglie al fine di poterle ricevere a termine (cioè alla scadenza indicata sul certificato). L'offerta del Banco di Sicilia riguarda nel dettaglio le seguenti cantine:


Benanti (azienda catanese, alle falde dell'Etna, eletta 'Cantina dell'anno' 2006 dalla guida Gambero Rosso/Slow Food) collegherà i suoi mille certificati a due prestigiosi vini rossi Igt di Sicilia, ambedue dell'annata 2004: Il Drappo (3 bottiglie da 0,75) e Majora (3 bottiglie da 0,75).

Donnafugata (azienda trapanese con vigneti fra Marsala, Contessa Entellina e Pantelleria), emette mille certificati collegati a due bottiglie magnum del Mille e una notte, un vino rosso Doc Contessa Entellina, Nero d'Avola 90%, annata 2005.

Tenuta Sette Ponti (azienda ubicata tra Arezzo e Firenze, più volte segnalata dall'autorevole rivista 'Wine Spectator'): mille certificati collegati a sei bottiglie da 0,75 di Oreno, annata 2005.

Viberti Fantino (nel cuore della Morra, in provincia di Cuneo, la cui produzione negli ultimi anni è stata particolarmente apprezzata nel mercato americano): mille certificati collegati a sei bottiglie da 0,75 del Barolo Riserva 2000, un Docg, nebiolo, prodotto con uve da vigneti coltivati con sistema Guyot a un'altitudine di 300 metri sul livello del mare.

Requisiti dei vini a certificato

Le produzioni devono rispondere a dei precisi criteri di produzione. Innanzitutto, devono essere limitate e devono riguardare vini sottoposti a un periodo di invecchiamento minimo di 18 mesi, di cui almeno una parte in barrique, con successivo affinamento in bottiglia. Inoltre, l'elevata qualità deve essere riconosciuta da un panel di esperti.
Si tratta di certificati a doppia garanzia su cui il Banco di Sicilia offre il rimborso del valore nominale del certificato (performance bond) nel caso in cui l'azienda produttrice non dovesse consegnare il vino alla scadenza pattuita. I titoli sono trasferibili mediante girata.
Privati, enoteche, grossisti e ristoratori potranno acquistare i nuovi certificati rappresentativi di vino pregiato in fase di invecchiamento, in uno dei 554 sportelli della banca

Vantaggi

Per quanto riguarda il produttore si tratta di incassare il corrispettivo prima della effettiva consegna della merce.
L'acquirente ha invece la possibilità di acquistare le bottiglie ad un prezzo sicuramente più basso rispetto a quello che lo stesso vino avrà dopo due o tre anni ovvero il termine dopo il quale potrà essere commercializzato in base al disciplinare di produzione.
Inoltre non è necessario che la persona che alla scadenza ritirerà la merce sia la stessa che ha sottoscritto il contratto.
Il certificato del contratto a termine, infatti, può costituire oggetto di scambio ed in quanto tale può essere considerato anche come un puro investimento finanziario.

Eno-investimenti

L'investimento in vini d'annata non è certo nuova al mercato borsistico che ha già assistito alla nascita nel 1999 del Liv-Ex (London International Vintage Exchange) Fine Wine Index.
Si tratta di un 'borsino' che riflette il valore medio di quello che dovrebbero essere i 100 migliori e più commercialmente ambiti vini del pianeta.
Questi 100 vini che compongono il borsino possono variare ogni mese in base agli eventuali cambiamenti del mercato del vino, e anche in base alle opinioni dei membri del 'committee', il comitato direttivo del Liv-Ex, composta da grandi professionisti del più alto commercio vitivinicolo del pianeta. L'indice, decisamente sbilanciato sulle produzioni francesi, si compone al 93,58% di vini Bordeaux, al 1,56% di Champagne, al 1,56% di Borgogna, al 0,81% di Borgogna, allo 0,52% di vini italiani.

Sempre in predominanza francese il vino che approda nelle contrattazioni di Borsa in Italia come nel caso del 'Winefex Bordeaux', lanciato nel 2001 da Euronext, che riguarda unicamente la produzione di Bordeaux. Sarà che in Francia il vino non è solo bene di consumo ma anche di investimento, nel 2001 nasce proprio a Parigi il primo fondo comune di investimento sui vini.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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