Responsabilità del produttore: non c'è ancora la delibera dell'Unione Europea. Questione di tempo?

Sfuma la possibilità di prevedere la responsabilità diretta del produttore per difetti di conformità delle merci

Sfuma la possibilità di prevedere la responsabilità diretta delproduttore per difetti di conformità delle merci. "La Commissione hadeciso di non presentare alcuna proposta e di approfondireulteriormente la questione. L'esito della consultazione avviata con illibro verde fornirà informazioni che aiuteranno a stabilire se sianecessario rivedere la direttiva". E' questo la conclusione dellaComunicazione adottata oggi dalla Commissione europea che ha esaminatoopportunità di prevedere la responsabilità diretta del produttore inuna possibile revisione della direttiva 1999/44/CE relativa allavendita e dalle garanzie dei beni di consumo.

La direttiva 1999/44/Ce conferisce già al consumatore alcuni diritti nei confronti delvenditore in caso di difetto di conformità dei beni ("garanzialegale"), e stabilisce una responsabilità contrattuale del venditore difronte al consumatore per qualsiasi difetto di conformità esistente almomento della consegna del bene. (Il venditore è responsabile quando ildifetto di conformità si manifesta entro il termine di due anni dallaconsegna del bene). La direttiva non prevede però la responsabilitàdiretta del produttore.

La Commissione ha richiesto attraverso un questionario il parere degli Stati membri sul possibile impatto della responsabilità diretta del produttore sulla tutela del consumatore e sul mercato interno.

Dei diciassette Stati membri che hanno risposto al questionario, Belgio, Finlandia, Lettonia, Portogallo, Spagna e Svezia hanno introdotto varie forme di responsabilità diretta del produttore.

"La Commissione - si legge nella Comunicazione-non è in grado di trarre conclusioni definitive perché in questa fasel'esistenza di discipline divergenti in materia di responsabilitàdiretta del produttore costituisce potenzialmente un problema per ilmercato interno. Mancano prove sufficienti per stabilire se l'assenzadi norme comunitarie relative alla responsabilità diretta delproduttore incida negativamente sulla fiducia dei consumatori nelmercato interno":


Le condizioni per agire direttamente contro il produttore infatti varianonotevolmente. Secondo quanto emerge dalle risposte fornite alquestionario, in Finlandia e in Svezia ad esempio il consumatore puòagire contro qualsiasi soggetto della catena della distribuzione, inLettonia e Spagna il consumatore può agire solo contro il produttore el'importatore, mentre in Portogallo l'azione può essere intentata neiconfronti del produttore e del suo rappresentante.

Alcuni Stati membri, chenon hanno introdotto la responsabilità diretta del produttore, stannopensando di farlo (es. Ungheria) o hanno dettato norme simili sotto ilprofilo dell'effetto (es.

Esistono poi divergenze circa l'impatto della responsabilità diretta delproduttore sul grado di tutela del consumatore e sul mercato interno.Secondo la maggior parte degli Stati membri e varie parti interessate,la responsabilità diretta del produttore accresce, di fatto opotenzialmente, la tutela del consumatore A loro parere laresponsabilità diretta del produttore offre al consumatore un rimedionel caso in cui il venditore non sia in grado di risolvere i reclamidel consumatore (o non sia disposto a farlo). Rappresenta un'importante"rete di sicurezza" per il consumatore. Alcuni Stati membri ritengonoche spesso il produttore sia in una condizione migliore rispetto alvenditore per rendere il bene conforme al contratto. Secondo unaminoranza di Stati membri e parti interessate invece, la responsabilitàdiretta del produttore non accrescerebbe la tutela dei consumatori, madeterminerebbe piuttosto incertezza circa la legge applicabile eritarderebbe la soluzione dei loro reclami.

Divisioni esistono inoltre circa l'impatto che la responsabilità diretta delproduttore potrebbe avere sull'atteggiamento dei consumatori neiconfronti degli acquisti transfrontalieri. Secondo numerose risposte,la responsabilità diretta del produttore favorirebbe gli acquistiall'estero, in quanto consentirebbe al consumatore di rivolgersi piùagevolmente al rappresentante nazionale del produttore invece di doverfar riferimento al venditore in un altro paese. Per il consumatoresarebbe più facile individuare il produttore di un bene piuttosto cheil venditore, in quanto in genere è il nome del primo a figuraresull'etichetta. Altre risposte, invece, sottolineano il fatto che laresponsabilità diretta del produttore non è destinata a influenzare gliatteggiamenti dei consumatori nei confronti del mercato interno, inquanto l'influenza maggiore è esercitata da fattori economici.

Altri ritengono che ci sarebbe un notevole onere per le impresese fosse introdotta la responsabilità diretta del produttore in quantoi produttori dovrebbero sviluppare sistemi per trattare i reclami eprevedere accantonamenti per far fronte a questa responsabilità.

Alcuni sostengono, inoltre, che l'introduzione della responsabilità diretta delproduttore potrebbe incidere sull'equilibrio tra i diversi soggettidella catena della distribuzione e spingere i venditori a scaricare sulproduttore (o altri soggetti della catena) la responsabilità perdifetti del prodotto. Questa nozione sarebbe altresì contraria alprincipio della limitazione degli effetti del contratto alle particontraenti.

Tutti gli Stati membri hanno recepito nel proprio diritto nazionale la direttiva 1999/44/CE.L'Italia lo ha fatto attraverso il Decreto Legislativo 6 settembre2005, n. 206 ma esistono notevoli divergenze tra le norme nazionali,derivanti dall'utilizzo della clausola minima e delle diverse opzioninormative contemplate dalla direttiva. "Al momento - si legge ancoranella conclusione-non è chiaro in quale misura tali divergenze siripercuotano sul corretto funzionamento del mercato interno e sullafiducia dei consumatori".








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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