Espresso: visto un rallentamento della pubblicità.

Il titolo del Gruppo L’Espresso alla fine ha chiuso con perdite intorno al punto percentuale.

Il titolo del Gruppo L’Espresso alla fine ha chiuso con perdite intorno al punto percentuale, ma durante la giornata le vendite avevano fatto accusare al titolo ritracciamenti intorno al punto percentuale. Non si trattava comunque di una giornata come le altre, soprattutto perché il gruppo editoriale che fa riferimento a Carlo De Benedetti ha pubblicato i dati sul primo trimestre del 2006 e comunicato al mercato una flessione dei ricavi del 10,1 per cento. Il giro d’affari scivola così a quota 272,5 milioni di euro. Proprio la composizione di ricavi riserva le maggiori sorprese per gli analisti. Se infatti complessivamente il conto economico non ha mostrato particolari novità, bisogna anche specificare che il management de L’Espresso, dopo avere incassato ricavi pubblicitari saliti nel trimestre a quota 153,9 milioni di euro (+11,9%), ha dichiarato di prevedere “un forte rallentamento” in questa voce nei prossimi mesi. In compenso il gruppo conferma la stima di una crescita dei ricavi pubblicitari alla fine dell’esercizio 2007.

Storico il sorpasso sancito dall’ultimo trimestre: la pubblicità ha vinto e i ricavi di quest’ultima hanno superato i 112 milioni incassati dal gruppo in edicola.

Il calo dei “ricavi da copertina” è ij granh parte attribuibile alla politica di riduzione dei prodotti opzionali attuata dal gruppo che edita il quotidiano Repubblica. Non a caso le vendite delle singole testate continuano ad andare bene e proprio il giornale diretto da Ezio Mauro ha raggiunto le 641 mila copie medie. Il settimanale L’Espresso registra invece un calo del 7,5% a livello di ricavi diffusionali, ma c’è da dire che le copie del settimanale vendute al netto dei prodotti in opzion, hanno registrato una buona performance. In generale il gruppo, che ha visto nel trimestre una flessione dell’utile netto da 26,6 a 13,5 milioni di euro, prevede per l’esercizio in corso una flessione nei profitti che attribuisce al venir meno delle imposte differite attive relative a perdite di società pregresse. In compenso il debito finanziario netto è stato ridotto a 218,3 milioni di euro (dagli oltre 262 milioni di euro di un anno fa) e le attività più promettenti (radio, internet e televisione) danno buone soddisfazioni al mangement.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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