Salario minimo: in Francia viene proposta la reintroduzione. Potrebbe essere di 15.000 euro annui

La Royale in rimonta su Sarkozy: una campagna elettorale ricca di colpi di scena dall'esito ancora scarsamente prevedibile

La Royale in rimonta su Sarkozy: una campagna elettorale ricca di colpi di scena dall'esito ancora scarsamente prevedibile. A riempire le pagine dei giornali di oggi è proprio il recente annuncio della bella candidata socialista di ripristinare il salario minimo di interprofessionale d'incremento, confidenzialmente chiamato Smic. L'obiettico della pretendente all'Eliseo è quello di innalzare la soglia minima salariale dagli attuali 14.600 Euro annui ai 15.000 Euro. Il provvedimento riguarderebbe circa il 17% della popolazione lavorativa.

Cosa si intende per salario minimo...

Equivalente del basic income anglosassone, il salario minimo è una misura di Welfare presente in diverse realtà nazionali Europee (19 su 25) ma non nel nostro paese, dove sono però previste classi di minimo salariale per tutti i contratti collettivi. Teniamo presente che i salari minimi già presenti sono molto bassi e spesso al limite della povertà, a testimonianza di come la classe dirigenziale e lo stesso sistema politico privilegino le più "flessibili" dinamiche di mercato (v.articolo).

Sono comunque cresciuti negli ultimi anni in Italia i lavoratori dipendenti che sfuggono alle maglie della contrattazione collettiva e hanno redditi al di sotto della soglia di povertà. Fissandosi la soglia di povertà (relativa) al 50% del reddito mediano, il tasso di povertà fra i lavoratori dipendenti manuali è passato dal 17 al 20 per cento dal 1993 al 2002 (v.articolo). La misura si intende come una rete di salvataggio per i così detti "working poor".

...e cosa invece per reddito minimo.


Differiscono dal salario minimo le forme di reddito minimo garantito condizionato e incondizionato (gettone universale) destinati a classi sociali a rischio di esclusione e legato a precisi requisiti (di appartenenza, di reddito, di situazione di bisogno ecc.), quali ad esempio gli assegni previsti in alcuni stati per tutti i minorenni, la pensione minima garantita a tutti oltre una certa età, i sussidi di disoccupazione involontaria senza limiti di durata, un reddito minimo garantito a beneficio di tutte le famiglie al di sotto di un certo reddito. Per fare un esempio concreto, nella UE a 15 (prima degli ultimi due allargamenti) soltanto l'Italia e la Grecia non avevano una forma di copertura universalistica dello stato di disoccupazione!!

Certo non ci dovremmo lamentare se considerassimo il "mondo" complessivo e complesso dei lavoratori globali che, noi inclusi, percepisce una media di meno di 2 dollari al giorno.
Rimane il fatto che in Italia il salario minimo non piace neanche ai sindacati ma continuano a rimetterci folte schiere di lavoratori al limite della soglia di sussistenza.

Propongono una nuova politica di Welfare gli economisti della Fondazione Rodolfo de Benedetti per i quali andrebbe introdotto non solo un reddito minimo di 400 Euro mensili ma anche il salario minimo a 5 Euro l'ora (negli Stati Uniti la soglia minima di stipendio parte da 7,15 dollari) favorendo l'emersione del sommerso.

In effetti uno stipendio minimo di 826 Euro mensili potrebbe rispondere adeguatamente al costo della vita nostrano ... e servirebbe ad accorciare le distanze con gli stipendi massimi, una forbice che si è andata allargando nel tempo posizionandoci al settimo posto a livello europeo per salario minimo maggiore.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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