Capitalia e le possibili alleanze: a Geronzi pieni poteri. Punterà a Mediobanca o Generali?

Si sono serrati i ranghi in Capitalia

Si sono serrati i ranghi in Capitalia. Il presidentissimo CesareGeronzi ieri ha ottenuto dal board della banca capitolina l’esclusivafacoltà di gestire le scelte strategiche del gruppo e di trattare pereventuali operazioni di fusione e acquisizione che lo riguardino. Aquesto punto il ruolo di Matteo Arpe, il combattivo amministratoredelegato a cui molti attribuiscono le ottime performance di Capitalianegli ultimi anni e il quadruplicato valore delle sue azioni, appareincapsulato. A lui sono state date le deleghe per la gestione dellapolitica industriale della banca, ma i suoi poteri in terminitrattative per eventuali merger sono stati di fatto eliminati e non èun caso che ieri il giovane manager si sia astenuto su cinque dei seipunti votati dal cda e abbia abbandonato la riunione al momento dellavotazione.

Il mercato a questo punto si interroga però sui piani di CesareGeronzi per il futuro. Il presidente di Capitalia a questo punto,secondo diversi osservatori, potrebbe mirare alla prima poltrona diMediobanca o addirittura a quella di Generali. A Piazzetta CucciaGeronzi ricopre già l'incarico di vicepresidente (Capitalia è ilmaggiore azionista diretto della storica banca d’affari) e tramitequesta partecipazione Capitalia esercita già una forte influenza sullescelte del Leone di Trieste.

Forte dell’appoggio e dell’amicizia di Emilio Botin, guida delSantander e nuovo socio di Capitalia, e di Vincent Bolloré, che ha unruolo di peso nella compagine azionaria di Mediobanca, Geronzi a questopunto potrebbe ridisegnare gli assetti dell’alta finanza italiana.
Qualunquepiano dovrà passare però dalle scelte di piazza Cordusio: Unicredit èinfatti azionista di peso della stessa Mediobanca e senza il suoassenso non si va da nessuna parte; tuttavia non è detto che un accordosi possa trovare. Si tratta di un gioco ai massimi livelli insomma chenon è privo di rapporti con le partite più importanti del creditoeuropeo.

Recentemente infatti Abn Amro, la banca olandese che è il primoazionista singolo di Capitalia, ha aperto delle trattative per unafusione con gli inglesi di Barclays e questo ha fatto ipotizzare lapossibilità di una cessione del paccheto di azioni dell’8,59% diCapitalia a terzi.

Nella partita è poi entrata informalmente una cordata guidata dallaRoyal Bank of Scotland e dal Santander (sì, proprio la banca di EmilioBotin) che sarebbe interessata a contrastare l’offerta o a contrattareuna cessione degli asset olendesi in Italia (Antonveneta per intero ela fetta di cui sopra di Capitalia). Gli interessi italiani delSantander, uscito scottato dalla fusione Intesa-Sanpaolo e in cerca divendetta, non sono d’altra parte una novità dell’ultimo momento. Non èperciò da escludere un ingresso spagnolo più deciso in questa partita.La domanda a questo punto rimane una sola. Di questo filo che collegaCapitalia, Mediobanca e Generali l’amministratore delegato di UnicreditAlessandro Profumo cosa penserà?





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


Torna su