Tesoretto finanziario: due terzi andranno alle famiglie con bassi redditi, un terzo alle imprese

Il presidente del Consiglio rompe gli indugi sulle entrate extragettito, in una lettera al 'Corriere della Sera' e mette d'accordo tutta l'Unione svelando le sue intenzioni sulla destinazione delle risorse: per i due terzi, andranno

Prodi rompe gli indugi sul "tesoretto", ossia le entrateextragettito, in una lettera al "Corriere della Sera" e mette d'accordotutta l'Unione svelando le sue intenzioni sulla destinazione dellerisorse: per i due terzi, andranno alle famiglie più bisognose.

Recentemente,le buone notizie dal fronte fiscale (a gennaio e febbraio il boom delleentrate prosegue con una crescita del 7,1%) avevano riacceso ildibattito politico. All'interno del Governo, in particolare, c'è chi ledestinerebbe alla riduzione del debito e chi invece vorrebbe che vadanoad una serie di interventi di riduzione fiscale, come gli sgravi Icisulla prima casa.

Il Presidente del Consiglio, insomma, scrive alquotidiano spiegando di voler distribuire queste risorse che definisceuna "meritata ricompensa", per il 66% alle famiglie che "hanno meno"ossia a favore di chi "lavoratore, pensionato o disoccupato, affrontacon maggior difficoltà il cammino della propria esistenza. Troppe sonole persone - osserva Prodi - che non riescono ad arrivare alla fine delmese e troppe le famiglie che non riescono a costruire un futuro per ipropri figli". Sono loro le prime destinatarie. A seguire, il restante33% andrà alle "imprese" e alle "politiche per la crescita", insomma alrilancio dell'economia.

La presa di posizione del premier, comeprevedibile, ha suscitato numerose reazioni: all'interno del suoGoverno, prevale la linea del consenso. Antonio Di Pietro assicura aProdi "il mio accordo e il mio sostegno, sia come Ministro che comeresponsabile dell'Italia dei Valori". "Convengo sul fatto che bisognapensare ai ceti più deboli", dice il Guardasigilli Clemente Mastella.Le idee di Prodi, aggiunge Rosy Bindi, "corrispondono ad un'idea dicrescita del paese che vuole coniugare sviluppo ed equità a partire daibisogni reali delle famiglie e in particolare di quelle più fragili". Eil titolare della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni trova"decisamente condivisibile l'impostazione secondo la quale devonoessere ragioni di equità sociale e di giustizia" a decidere sultesoretto.

Un successo di consensi che Anna Finocchiaro non vuoleperò attribuire solo al premier. "Era stata una netta sceltadell'Unione ed è stata una scelta che ha accompagnato qui in Senatotutte le gestioni della finanziaria", ha ricordato la presidente deisenatori dell'Ulivo. "Vorrei ricordare -ha aggiunto- che noi avemmo unariunione come Ulivo proprio su questi temi e l'indicazione che vennefuori fu in questa direzione: l'orientamento del tesoretto verso misuresociali, in particole nei confronti delle persone che vivono in unastraordinaria fragilità sotto il profilo economico e sociale come adesempio le famiglie monoreddito, gli incapienti".


Insomma, Prodisi è limitato a ribadire una decisione collegiale, presa già da tempo.E che scatena le ire dell'opposizione. "Prodi, come ha già fatto PadoaSchioppa - osserva il presidente dei senatori di An Altero Matteoli -si prende meriti che non ha e, ancor peggio, inganna gli italiani sulladistribuzione dei circa 38 miliardi di nuove entrate. Dice e non dice esoprattutto non indica nel dettaglio come distribuirà le maggioririsorse". La lettera di Prodi, incalza Benedetto Della Vedova,presidente dei Riformatori liberali e deputato di Forza Italia, "è atutti gli effetti una lettera pre-elettorale nella quale il presidentedel Consiglio prende impegni di spesa pubblica che comunque non potràmantenere".

I sindacati, dal canto loro, ribadiscono la loroposizione: il tesoretto deve andare alla riduzione del peso fiscalesulle retribuzioni da lavoro dipendenti: ossia i beneficiari devonoessere coloro i quali percepiscono una retribuzione che prevede latrattenuta fiscale alla fonte.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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