Operatori telefonici Virtuali: l'Italia inizia adesso, negli USA lo può diventare una sola persona

Scoppia la febbre dell'operatore virtuale nel nostro paese portando il mercato telefonico a concepire curiose soluzioni ibride dal sapore vagamente mitologico

Scoppia la febbre dell'operatore virtuale nel nostro paese portando il mercato telefonico a concepire curiose soluzioni ibride dal sapore vagamente mitologico. Se da un lato Coop pensa al proprio telefonino co-brandizzato Tim e ad una SIM dai costi competitivi, Carrefour si avvale della preziosa partnership con Vodafone per il lancio di UNOMobile.

Mentre l'Italia promuove pachidermiche liberalizzazioni di settore arriva dagli Stati Uniti una soluzione personalizzata per il lancio del proprio operatore di telefonia virtuale. A lanciare il servizio è un'azienda americana la Sonopia, che propone un modo pratico e veloce per creare la propria rete mobile facendo anche qualche soldino. Al gruppo sponsor andrebbe il 5% dei profitti, mentre il resto viene equamente suddiviso tra Sonopia e Verizon Wireless, joint venture tra Verizon Communications e Vodafone Group.

Sonopia, società creata da un ex-microsoft nonché ideatore del consorzio Symbian , Juha Christensen, offre un vero e proprio pacchetto completo: chiunque sia interessato a diventare MVNO sigla un contratto online e potrà offrire servizi wireless attraverso la rete di Verizon Wireless, con tanto di telefonini col proprio marchio, contenuti personalizzati - dal social networking a blog e photo-sharing - e piani tariffari ad hoc, mentre le questioni tecniche saranno demandate alla società stessa che si occuperà quindi di fatturazione, gestione del credito, distribuzione e supporto clienti.

Sonopia spiega che l'operatore virtuale (MVNO) sviluppato su questa soluzione si appoggia tecnicamente alla rete mobile di Verizon Wireless, cui è possibile aggiungere un bouquet di piani tariffari a propria scelta, nonché una serie di prodotti (telefoni cellulari). Il servizio prevede inoltre un sistema di gestione dei contenuti, un assortimento di template per generarli, e una piattaforma di social networking "in stile Web 2.0". (v. articoloThe register)

I potenziali utilizzatori di questa rete fai-da-te sono le piccole realtà sociali come band, squadre sportive e comunità parrocchiali anche se è piuttosto difficile esprimere una previsione sulle possibilità di questo business. Se da un lato escono vincenti dal gioco utenti e società non profit dall'altra chi ci perde sono gli operatori di nicchia che spendono circa 300 dollari in marketing per ogni utente acquisito.


Il modello di business offerto da Sonopia infatti permetterebbe di registrare margini più ampi di altri rivenditori e persino degli stessi service provider azzerando i costi di marketing ed operativi dal momento che la stipula del contratto avviene online e la maggior parte degli sviluppatori sono di stanza a Kiev, Ucraina, dove i costi del lavoro sono molto bassi.

Il presupposto alla base di questa iniziativa è che chiunque, in pratica, possa organizzare un proprio servizio di telefonia mobile, personalizzandone i contenuti, e guadagnare sul traffico telefonico generato dai propri clienti. In organizzazioni di piccole o medie dimensioni si potrebbe pensare alla creazione di un servizio in cui gli utenti possono essere contitolari del business, partecipando alla sua gestione in un regime cooperativistico. (v.link)





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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