Sicurezza, identità e immigrazione sono gli elementi più discussi al termine delle elezioni francesi

I candidati aspiranti all'Eliseo entrano nel vivo del confronto. Sicurezza, identità e immigrazione sono i temi affrontati a pochi giorni dal verdetto delle urne

Nel procedere della campagna per le presidenziali inFrancia, l'incertezza sull'esito del voto va aumentando. Secondo gliultimi sondaggi, i due principali antagonisti, il conservatore NicolasSarkozy e la socialista Ségolène Royal, sembrerebbero di nuovo tornatiin competizione diretta, con percentuali di voto molto ravvicinate; ilcentrista François Bayrou si attesterebbe al terzo posto, dopo unaparabola ascendente che era sembrata proiettarlo alle vette più alte;l'esponente dell'estrema destra Jean-Marie Le Pen arriverebbe buonultimo tra i principali candidati. In coda, un nutrito gruppo dicandidati della sinistra cosiddetta radicale, come fu nelle elezionidel 2002, ai quali però le intenzioni di voto attribuirebbero la metàdei voti di allora.


Ma dei sondaggi, si sa, è bene non fidarsitroppo e da qui al 22 di aprile, data del primo turno elettorale, moltopotrebbe ancora cambiare. Anche perché la piega che sta assumendo lacampagna elettorale in questi ultimi giorni, se per certi versi sembrapolarizzare il voto tra destra e sinistra, recita piuttosto i contenutipropri della destra più retriva, tanto da far sperare Le Pen in unsecondo turno da protagonista.

Temi quali lasicurezza dei cittadini nei confronti della microcriminalità crescente,la difesa dell'identità nazionale da opporre agli immigrati portatoridi culture e valori "stranieri", il rischio di un ritorno del movimentodella banlieue, pur se nelle stazioni centrali della metropolitana diParigi, hanno fatto irruzione nella contesa elettorale. Già nel 2002,la sicurezza era stata il volano della vittoria della destra. Oggi,comunque, il tema si presta ad essere giocato sia nei confronti deisans papiers, in una sorta di caccia all'immigrato irregolare - come èavvenuto davanti ad alcune scuole frequentate da figli di cinesi -, checontro la linea di repressione adottata dal Ministero degli Interni,fino a poco tempo fa nelle mani del candidato gollista, rivelatasifallimentare.

L'incidente scoppiato la scorsa settimana allagare du Nord di Parigi - dove un uomo, in assenza di biglietto diviaggio, era stato trattenuto in maniera piuttosto violenta dallapolizia, suscitando la protesta degli altri viaggiatori, poi degeneratain un vero e proprio scontro tra un gruppo di giovani e le forzedell'ordine - ha suscitato l'indignazione della Royal e di Bayrou perla reazione della polizia assolutamente sproporzionata e ha messo inevidenza la perdita di fiducia di una parte sempre maggiore dellapopolazione francese nei confronti della propria polizia. Così, mentreSarkozy criticava il lassismo della sinistra, i suoi contendentiavevano buon gioco a giudicare la politica dell'ex-Ministro degliInterni come una vera e propria disfatta.

D'altronde, il votodelle aree disagiate potrebbe fare la differenza, questa volta, e larichiesta della tessera elettorale, nell'ultimo anno, è stata moltosuperiore alla crescita demografica, come non era mai successo negliultimi venticinque anni.

Sarkozy, a differenza dei suoi rivali, nonha ancora messo piede in banlieue, preoccupato per la cattiva fama dicui ancora gode da quelle parti, dopo la violenta repressione dellarivolta del 2005. Ora propone un "piano Marshall" per la formazione deigiovani delle periferie, per dare a tutti pari opportunità nellaricerca di occupazione. La Royal punta, invece, a dotare le scuole dirisorse economiche sufficienti e a ripensare l'organizzazione delleforze dell'ordine per renderle più vicine alla popolazione.

L'altro tema, divenuto centrale in questo finale di campagna, è quello dell'identità nazionale.

Sarkozyva dicendo che la Francia è "esasperata" per "la negazionedell'identità nazionale, l'immigrazione incontrollata, la frode e losperpero"; ha proposto, perciò, la creazione di un Ministerodell'Immigrazione e dell'Identità Nazionale. La sua politica, inmateria, è quella del rafforzamento dell'immigrazione "scelta" equalificata.
Bayrou, invece, sostiene una regolarizzazione "casoper caso" e la necessità di una politica comune europea di lottaall'immigrazione clandestina. Guarda con disappunto l'avanzare sullascena del tema dell'identità nazionale ed esalta i valori dellaRepubblica su quelli della nazione.

Royal vorrebbe cancellare itratti più odiosi della legislazione sull'immigrazione introdotta daSarkozy nel 2006, tornando a riconoscere, ad esempio, laregolarizzazione di pieno diritto dopo dieci anni di residenza inFrancia. Non propone la regolarizzazione di massa di tutti gliimmigrati, ma la loro regolarizzazione sulla base di alcuni criteri(tempo di permanenza nel paese, scolarizzazione, promessa di uncontratto di lavoro, etc.).

La candidata socialista sembra essere,però, caduta nella trappola dell'orgoglio nazionale ed agita bandieretricolori e note della Marsigliese, cosa che sta finendo coldisorientare il suo stesso elettorato.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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