Second Life: i veri ricchi sono pocchissimi. Avviene come nel mondo reale?

Se il futuro economico di Second Life non è ancora chiaro, è però evidente che i Linden Lab sono riusciti a realizzare una delle operazioni di marketing meglio riuscite di ogni tempo.

Se il futuro economico di Second Life non è ancora chiaro, è però evidente che i Linden Lab sono riusciti a realizzare una delle operazioni di marketing meglio riuscite di ogni tempo e gli addetti alle pubbliche relazioni se ne sono accorti. Non passa giorno che qualcuno non riesca ad acquisire visibilità a basso prezzo annunciando di essere entrato in Second Life, anche se, poi, chi visita gli spazi delle aziende e delle banche li trova, spesso, sconsolatamente vuoti.

Chi ha deciso di esplorare con decisione le potenzialità del nuovo ambiente è Ibm, di cui si dice abbia investito 10 milioni di dollari acquistando 24 isole e facendo accedere a Second Life 230 dipendenti. I responsabili del progetto hanno la carica di “metaverse evangelist” e hanno dichiarato che un’impresa come la loro non può essere insensibile a un settore in cui girano “un paio di miliardi di dollari” (il settore dei videogame, compresi quelli online, è stimato in 7 miliardi). Significativa anche la presenza dell’agenzia d’informazione Reuters, il cui reporter Adam Reuters (real life name Adam Pasick) è stato distaccato nel metaverso della Linden e ne documenta lo sviluppo e le diatribe in un sito internet dedicato.

Leggende e hype a parte (lo stesso presidente di Linden Lab ammette che ci sia, ma sostiene non essere guidato dall’impresa), arricchirsi su Second Life è faccenda difficile e per pochi. Secondo le statistiche economiche pubblicate dal sito, è vero che, a febbraio, più di 25.000 residenti hanno avuto un flusso di linden dollar positivo, ma nel 53% dei casi si tratta dell’equivalente di meno di 10 dollari americani e nel 79% meno di 50. Alla fine gli straricchi, con un flusso positivo per più di 5.000 dollari sono solo 116 (su 4 milioni di residenti). La real life, alla fine, non è così male.

In più, sostengono alcuni detrattori, si va incontro a gravissimi problemi quando si cerca di trasformare in denaro sonante una cifra significativa di linden dollar. La struttura economica del metaverso assomiglierebbe, cioè, a uno schema piramidale, in cui i programmatori e i primi residenti guadagnano grazie al denaro messo in circolo da chi arriva più tardi.

L’economia sintetica si muove pericolosamente in bilico tra l’economia reale e il gioco visto che, da una parte, non esiste nessun diritto a reclamare la trasformazione dei linden in valute reali ma, dall’altra, si susseguono le notizie di grandi arricchimenti e i residenti dimostrano di prendere l’economia di Second Life molto sul serio. Ansche Chung, dopo avere dichiarato un patrimonio sintetico pari a 500.000 dollari americani a maggio del 2006, sostiene ora di avere superato il milione e a fine 2006 sono volate persino accuse di insider trading quando un cambiamento dei prezzi della terra è stato preceduto da consultazioni tra i responsabili dei Linden Lab e i soli più grandi proprietari terrieri.


Linden Lab ha poteri simili a quelli di una banca centrale, con l’obiettivo dichiarato di mantenere la stabilità del cambio tra i linden e i dollari americani. Ma anche se i residenti premium, in grado di svolgere attività economica e di acquistare linden dollar sono solo una piccolissima frazione dei residenti (attorno ai 60 mila a inizio anno), la crescita continua del metaverso ha fatto sì che la banca centrale abbia dovuto creare, e quasi mai distruggere moneta. In altre parole, i Linden Lab hanno incassato dollari americani in cambio di linden dollar. Ma che cosa accadrà quando la crescita si arresterà? Linden Lab non ha nessun obbligo giuridico al riguardo.

Inoltre, le stesse statistiche economiche sarebbero altamente manipolabili, con un residente che, all’inizio dell’anno, sostiene di essere stato il solo responsabile di un picco giornaliero di scambi economici, che sarebbero raddoppiati per l’utilizzo di un programma che, per alcune ore, ha fatto scambiare lo stesso oggetto e lo stesso ammontare di linden dollar tra due avatar.

Alcune banche attive in Second Life offrono interessi da capogiro, fino al 44% l’anno, e i loro responsabili, interpellati da Reuters, non spiegano come sia possibile. Quando, inoltre, un anonimo residente ha provato a sfruttare la situazione, investendo una cifra vicina ai 10.000 dollari americani, si è reso conto che il mercato dei cambi è illiquido e ogni tentativo di ritrasformare in dollari i linden rivalutati finiva per abbassarne drasticamente la quotazione. Alla fine, il guadagno in bigliettoni verdi si aggirava intorno al 4% che avrebbe potuto ottenere investendo lo stesso denaro nella real life.

Eppure il fisco potrebbe pensare che non si tratti solo di un gioco e, da ottobre 2006, si sono susseguite prese di posizione delle autorità americane, australiane e britanniche, che dichiarano di tenere d’occhio gli sviluppi dei mondi sintetici. Quasi ovunque, nel mondo, i guadagni effettivamente realizzati trasformando le valute virtuali in denaro sonante sono considerati tassabili. Ora si valuta se tassarli anche prima della realizzazione.

Gioco o non gioco, le economie sintetiche ci aiuteranno presto a comprendere quelle reali. Edward Castronova, professore della Indiana University e vero guru delle economie virtuali dopo la pubblicazione di Synthetic Worlds: The Business and Culture of Online Games, utilizzerà i 240.000 dollari di un fondo di ricerca per creare Arden, un metaverso ispirato alle opere di Shakespeare, in cui conta di svolgere esperimenti economici in un ambiente controllato. “Pensate che cosa avrebbe significato per l’umanità poter organizzare un esperimento ben fatto sul socialismo attorno al 1870”, commenta.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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