Rimborso iva auto aziendali: modulistica complessa scoraggierà a richiederlo?

Lungamente atteso ed infine ottenuto tra alterne polemiche il rimborso IVA sulle auto aziendali non finisce di stupire gli increduli contribuenti, impotenti seppur smaniosi nel compilare il complicatissimo modulo di richiesta rimborso

Lungamente atteso ed infine ottenuto tra alterne polemiche il rimborso IVA sulle auto aziendali non finisce di stupire gli increduli contribuenti, impotenti seppur smaniosi nel compilare il complicatissimomodulo di richiesta rimborso. Era forse prevedibile che il governo avrebbe fatto di tutto per rendere la vita impossibile sul rimborso IVA (stimato intorno ai 17 miliardi visti gli esiti della Sentenza UE), ma nessuno ipotizzava che la corsa ad ostacoli si sarebbe concretizzata in un modulo dai calcoli labirintici persino per un commercialista.

Il fantomatico Dl 262 varato dal governo ha provveduto ad eliminare la deducibilità delle auto aziendali dalle imposte dirette (Irap e fringe benefit), calando la scure fiscale sui professionisti con una diminuzione della deducibilità dal 50% al 25% e rendendo automaticamente meno conveniente l'auto aziendale. Tra manutenzione, bollo auto, assicurazione e deprezzamento l'acquisto di un'auto può costare a un'azienda una media di 13.586 euro l'anno, in base a un calcolo effettuato dal centro studi di Lease Plan, uno dei maggiori operatori di noleggio auto aziendali in Italia.

È per questa ragione che sempre più aziende si stanno orientando verso la soluzione dell'affitto. In dieci anni il settore dell'autonoleggio è passato da 76 mila a oltre 600 mila vetture gestite e da un fatturato di 455 milioni a oltre 4 miliardi di euro nel 2006. Solo nello scorso anno la crescita del giro d'affari è stata del 10% mentre il numero di veicoli ha fatto un balzo del 9%. Anche con l'affitto però 400 mila famiglie, con la Finanziaria 2007, subiranno aumenti nell'ordine di 700-1.000 Euro mentre le aziende assisteranno ad una pressione fiscale maggiorata del 20-30% nel caso di veicoli assegnati ai dipendenti, dal 10 al 15% nel caso di veicoli non assegnati e fino al 5% per professionisti e ditte individuali.

Cosa si guadagna lo Stato?

Considerando che un'auto su 5 è aziendale e che l'attuale parco circolante delle auto con partita Iva ammonta a 5,5 milioni di vetture e che lo Stato ha aggravato negli ultimi 10 anni la pressione fiscale sul ciclo di vita delle macchine, è facile intuire come le entrate fiscali derivanti dal comparto auto siano non irrilevanti ai fini del bilancio pubblico. Se il 46% dell'entrate dell'Erario si riferisce alla tassazione carburanti, circa il 4% del Pil nazionale quantificato in 58 miliardi di Euro si riferisce alla pressione applicata ai trasporti in generale (compresi privati e flotte aziendali).
Non bisogna trascurare la rinuncia di molte aziende e professionisti alla richietsa rimborso Iva, che a un mese dalla data di scadenza prevista per il 16 aprile, sono ancora stimate in numero molto inferiore al previsto. Dei 17, 2 miliardi che lo stato avrebbe dovuto restituire ai cittadini con un rimborso al 100% ecco che ne rimangono esigui 5 considerando il rimborso forfetario al 40% e la precedente detraibilità al 10% e 15% applicata sugli acquisti dei veicoli tra il 2003 e il 2006.


Cosa ci perdono i cittadini e le imprese?

Come anticipato da quest'anno i privati vedranno applicata una detrazione Iva al 40% a fronte di un'abolizione degli sconti sulle imposte dirette. Il maggior recupero Iva stimato intorno ai 5,28 miliardi, realisticamente ridimensionato a 3 miliardi (recupero al 40% dell'imposta), non servirà a più che compensare l'aumento delle imposte dirette stimato intorno ai 5,3 miliardi di Euro. Si prevede quindi un'aumento della pressione fiscale quantificato in circa 2 miliardi di Euro.

Molti dei contribuenti saranno inoltre disincentivati a presentare il modulo per il rimborso entro il 16 aprile in riferimento agli anni fiscali 2003-2006, per una serie di motivi tra cui l'indicazione del numero di documenti e ricevute relativi alle spese auto sostenute nei tre anni (manutenzioni, carburanti) e il calcolo delle maggiori imposte anche per il 2006, periodo non ancora "dichiarato", evidenziando i dati su altri tributi, in modo da assicurare la tassazione, ai fini Ires e Irap, del costo dedotto, che viene meno con il rimborso.

Ricordiamo che le domande dovranno essere presentate entro il 16 aprile per via telematica, seguendo le istruzioni di compilazione predisposte dall'Agenzia delle entrate per chi sceglie la misura forfetaria mentre ci sarà tempo 2 anni per chi scelga di calcolare l'importo in via analitica.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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