Legalizzare le fotocopie di parti di libri per creare dispense: "Legalizziamo le copie di fatto"

“Legalizziamo le copie di fatto”: suona provocatoria la nuova campagna informativa che ha come obbiettivo di fotocopiare legalmente parti di libro e di riviste per realizzare dispense e altri materiali didattici esaustivi e aggiornati.

“Legalizziamo le copie di fatto”: suona provocatoria la nuova campagna informativa lanciata da AIDRO (Associazione Italiana per i Diritti di Riproduzione delle Opere dell'ingegno) che coinvolgerà a partire dal 12 marzo mille enti formativi di otto diverse Regioni.

L’obiettivo?

Una convenzione che consenta agli Enti di fotocopiare legalmente parti di libro e di riviste per realizzare dispense e altri materiali didattici esaustivi e aggiornati.

AIDRO è infatti l’associazione italiana che gestisce i diritti di riproduzione per le fotocopie ad uso professionale, per conto dei 150 principali editori italiani associati e di molti altri esteri i cui repertori sono acquisiti in base a convenzioni internazionali.

In altre parole si occupa di raccogliere e poi distribuire agli editori e agli autori i proventi per i diritti d’autore delle opere librarie, in tutti i casi che vanno oltre la riserva di legge concessa alla SIAE, il cui ambito d’azione è limitato all’uso personale e entro il limite del 15% di ciascun libro o fascicolo di rivista.


Otto regioni del centro e nord Italia (Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Veneto, Piemonte, Toscana, Umbria e Lazio) coinvolte, mille Enti di formazione professionale e manageriale accreditati dalle regioni per accedere al Fondo Sociale Europeo, una campagna a tappeto, firmata dall’agenzia di comunicazione Spa! di Bologna, che partirà a marzo e proseguirà per tutto l’anno con depliant e affissioni, e altre forme di marketing diretto: “Abbiamo sentito l’esigenza di questa campagna informativa – ha spiegato il segretario generale di AIDRO Piero Attanasio – per fornire un aiuto alle molte società di formazione che, a fronte della necessità di fare fotocopie di opere già pubblicate, le realizzano illecitamente in modo inconsapevole senza considerare il rispetto del diritto d’autore. O ancora preferiscono non farle perché non sanno che si possono realizzare lecitamente in modo semplice e poco costoso”.

Un mercato, quello delle fotocopie per uso professionale, in Italia ancora agli inizi, ma che, in base alle stime, vale potenzialmente qualcosa come 14 milioni di euro.

Se si vuole fare un confronto con altri paesi europei, dove non esiste distinzione tra fotocopia privata e per uso professionale, la differenza è comunque evidente: nel 2005 in Inghilterra hanno raccolto e distribuito agli aventi diritto circa 54 mln/€, nel 2006 in Francia 27,5 mln/€, in Spagna 30 mln/€ e in Germania 47 mln/€.

L’Italia risulta – neanche a dirlo – molto indietro rispetto agli altri Paesi europei sulla raccolta dei proventi legati al diritto d’autore.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


Torna su