Fondi comuni di investimento italiani: il bilancio è ancora negativo

Ancora conti in rosso per l’industria dei fondi comuni made in Italy

Ancora conti in rosso per l’industria dei fondi comuni made inItaly. I dati appena pubblicati da Assogestioni parlano chiaro: i fondiitaliani registrano a febbraio 2006 deflussi per circa 4,9 miliardi dieuro aumentando lo scarto sempre più palese con i fondi esteri o confondi esterovestiti. I fondi esteri infatti hanno chiuso febbraio conun saldo positivo per 878 milioni di euro, mentre i fondi esterovestitio roundtrip (cioè i fondi di diritto straniero controllati dai gestoriitaliani) risultano nello stesso periodo in negativo per 17,6 milionidi euro.

Insomma ancora una volta i prodotti del risparmio made in Italy sidimostrano poco competitivi e anche le banche ormai da tempo hannosmesso di consigliarli ai loro clienti. Che poi il problema sia quellodi parificare le condizioni della tassazione dei fondi italiani aquelle dei fondi stranieri è cosa della quale si sono accorti tutti, mail panorama non è cambiato di una virgola.

I fondi negli altri paesi europei infatti sono tassati al riscatto e non hanno quindi una imposizione fiscale per competenzacome quelli italiani su cui il prelievo è calcolato anno per anno sulleplusvalenze maturate e non su quelle realizzate.Questo costringe ifondi nazionali ad accantonare per le tasse risorse altrimentiinvestibili nelle normali attività: praticamente una palla al piede.

In altre parole le imposte sulla rendita finanziaria i fondi in Italiale pagano sulla plusvalenza maturata anno per anno. Risultato: i soldise ne vanno subito in imposte e sono sottratti alla liquiditàdisponibile per l'investimento l'anno successivo. Nel resto d'Europainvece si paga solo alla chiusura della posizione e la liquidità rimaneintegra fino al prelievo fiscale finale.

Nel frattempo è da segnalare invece un il colpo di coda degli hedgefund che sono tornati a una raccolta di segno positivo nell’ultimomese: il saldo positivo di febbraio pari a 495,8 milioni di eurorisalta sullo scorso gennaio 2007 quando, per la prima volta, erainvece stato negativo per 408 milioni di euro. Ormai i fondi che inItalia chiamiamo "speculativi" gestiscono il 5% del mercato avvicinandosempre di più i fondi bilanciati che rappresentano una fetta delmercato del 6,9% (questi ultimi hanno segnato a febbraio una raccolta -ossia una variazione di patrimonio gestito - negativa per quasi 700milioni di euro). La tendenza più negativa registrata finora però èquella dei fondi obbligazionariche solo a febbraio hanno registrato un deflusso da 3,9 miliardi dieuro. Il loro patrimonio si riduce così a 239,5 miliardi di euro.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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