Buoni Pasto e mangiare nella pausa pranzo a mezzogiorno in ufficio: i prezzi salgono

Un nuovo bollettino di rincari infierisce sui consumi degli italiani già pesantemente travolti da un treno, è il caso di dirlo, di aumenti di costi e tariffe

Un nuovo bollettino di rincari infierisce sui consumi degliitaliani già pesantemente travolti da un treno, è il caso di dirlo, diaumenti di costi e tariffe. A spingere i prezzi sono prevalentemente iservizi , tra cui spicca la decisione dibattuta di Trenitalia diaumentare il prezzo dei biglietti del 6,6%. Colpite anche le buoneforchette e i crapuloni di passione, per cui aumenta significativamenteil conto al ristorante (+ 3,1%). Seguono in ordinata processione iservizi di riparazione dei mezzi di trasporto (+ 3,9 per cento) ed iservizi medici (+ 3,4 per cento). In calo, invece, i prezzi dei servizidi telefonia: -0,6 per cento su mese e -0,8 per cento su anno. Se iprezzi dei servizi aumentano, dall’altra parte l’inflazione dei benirallenta, che segna un progresso dello 0,2 per cento rispetto al meseprecedente e dell’1,2 per cento su base annua.

L'aumento dei prezzi del settore ristorazione mal si concilia con lacrescente tendenza dei lavoratori italiani a consumare i pasti fuoricasa. Qualcuno in effetti si auspicava un aumento dei prezzi per potertornare a sane abitudini alimentari ormai dimenticate, rimane il fattoche le esose richieste in fatto di cibo penalizzano i meno abbienti.

Sei italiani su cento non hanno infatti i soldi per mangiareadeguatamente, e chi li ha pranza sempre piu' spesso a tramezzini,sostiene un indagine dell' osservatorio Codici. Secondo l'inchiesta, ilpranzo completo cede il posto ai piatti unici e fuori casa prevalgonosempre di piu' panini o tramezzini (31), pizza (29), o insalate (19)(v. articolo AGI).

Il junk food, sostiene Nomisma, è ormai parte integrante dellanostra dieta alimentare, sempre più sacrificata a stressanti routine dilavoro su modello anglosassone. La ricerca infatti sostiene che 8italiani su 10 abitualmente consumano un pasto fuori casa, per il 31,3%dei casi al bar, per il 27, 5% in pizzeria e il resto in mensa. (v. articolo)

La ricerca “NEW FOOF FOR A NEW PEOPLE” valuta l'entità economica delpasto extra-domestico concentrandosi sull’incremento di acquisti dipiatti pronti confezionati a libero servizio presso la GrandeDistribuzione Organizzata: ipermercati, supermercati ed altri punti divendita a libero servizio. In Italia, la spesa media mensile di unafamiglia per il pasto fuori casa è di circa 70 euro, ripartiti tra:


La spesa media mensile procapite è 27,6 euro, ripartiti tra

La spesa per consumi extradomestici è in crescita ed il trend si èconsolidato nei primo semestre del 2006: il 74% del ‘panel’ haconsumato almeno un pasto fuori casa; 18 milioni di italiani hannoconsumato un pranzo fuori casa per motivi di lavoro (soprattutto uominidi età compresa tra i 25 ed i 34 anni, risiedenti al Nord); 19 milionidi italiani lo hanno fatto invece per svago e la maggior parte si èrecata al ristorante; hanno invece consumato una cena per motivi disvago 28 milioni di italiani.

L'Adoc richiede urgentemente una "riforma del paniere e dei sistemi dirilevazione, che ad oggi continuano a produrre un dato pococonfrontabile con la realtà, anche per i nuclei familiari dal redditomedio e medio-basso”.

Entrando nel dettaglio, l’Adoc commenta le voci che più hanno spinto l’inflazione verso l’alto.
“Icosti per il mantenimento dell’auto – spiega Pileri – sono ancorasottostimati e la benzina in special modo continua a inciderepesantemente sulle tasche dei cittadini. Preoccupano anche i serviziricettivi e la ristorazione, tra quelli che più degli altri hannoapprofittato dell’effetto euro negli scorsi anni con atteggiamentispeculativi e che oggi tornano ad allungare il passo minacciando nonsolo le famiglia ma anche il nostro turismo”. (v. comunicato).

Sul fronte della ristorazione si temono forti aumenti con la bellastagione (ce n'è forse stata una brutta quest'anno?!) per cui ilCodacons apre un appello ai comuni per potenziare la sorveglianza suilistini degli esercenti con una malsana tendenza all'aumento dei prezzisui consumi all'esterno del locale. Il Presidente Codacons sostiene che"i Comuni dovrebbero vincolare le concessioni del suolo pubblico allacorrispondenza tra listini al banco e listini ai tavoli esterni”.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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