AdSonar e FeedPoint iniziano a sottrarre mercato della pubblicità contestuale a Google e a Yahoo

I due giganti della pubblicità contestuale sul web, Yahoo! e Google dicono di non essere affatto preoccupati, ma una piccola stella nascente ha cominciato a erodere il loro mercato.

I due giganti della pubblicità contestuale sul web, Yahoo! e Google dicono di non essere affatto preoccupati, ma una piccola stella nascente ha cominciato a erodere il loro mercato. Ora se ne è accorto anche il New York Times, che al caso dedica un ampio servizio.

Il rivale si chiama Quigo Technologies e per una volta non è un'azienda californiana, ma di New York. Propone due servizi, chiamati AdSonar e FeedPoint che sono simili alle pubblicità contestuali che hanno fatto la fortuna di Google, e al seguito di Yahoo!. Però offre di più, soprattutto una maggiore trasparenza sugli investimenti effettuati. (continua)

I Contextuals Ads sono quei link, accompagnati da poche righe di testo, che gli inserzionisti comprano dai motori di ricerca, associandoli a un certo numero di parole chiave che descrivono il proprio campo di attività: per esempio “noleggio auto”,  “autonoleggio”. Quando un navigatore cerca queste parole, a fianco dei risultati della ricerca, nella colonna più piccola, a destra, compaiono anche i link degli inserzionisti. Ai primi posti si vedranno quelli che hanno pagato di più. Per ogni clic effettuato a partire da quella pagina Google incasserà una certa somma.

Nel programma AdSense di Google, i link pubblicitari vengono inseriti anche in migliaia di siti. In questo caso i soldi ricavati dai clic verranno suddivisi, con una certa percentuale, tra Google e il sito su cui quel singolo Ads era stato inserito e poi cliccato.

Questo il meccanismo. Ma gli inserzionisti, nel modello Google e Yahoo! sono stati finora costretti a comprare all’ingrosso e alla cieca: sono i motori di ricerca a decidere su quali siti mettere la pubblicità e l’inserzionista non sa quali siano. Se ne accorgerà eventualmente quando gli arrivano dei clic, ammesso che si sia dotato di un software adeguato per registrare gli accessi e la loro provenienza.


Quigo in sostanza offre agli inserzionisti una console di controllo più raffinata, grazie alla quale, per esempio, è possibile scegliere in proprio su quali siti mettere la pubblicità. Insomma maggiori possibilità di DIY (Do It Yourself), “fai da te”.

Franco Carlini








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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