Matteo Arpe rimane in Capitalia. Pace fatta con Geronzi. Intanto i risultati di bilancio sono ottimi

L’ultima seduta della settimana borsistica di Capitalia vede il titolo aprire le contrattazioni con un balzo di un punto e mezzo percentuale

L’ultima seduta della settimana borsistica di Capitalia vede iltitolo aprire le contrattazioni con un balzo di un punto e mezzopercentuale; seguono poi dei ritracciamenti che portano alle perdite dimezzo punto in queste ore. Nel mezzo c’è stata la presentazione dei dati preconsuntividel 2006 fatta alla fine da Matteo Arpe, che in una slide ha volutoringraziare i 28 mila dipendenti della banca per il loro impegno in unanno difficile e ha sottolineato di non avere mai avviato deilicenziamenti da quando è nel board di Capitalia. Ieri un centinaio di dipendenti aveva manifestato in suo favore nelle ore più dure dello scontro.

Il rientrato amministratore delegato di via Minghetti ha presentatodei risultati eccellenti al mercato con un utile netto da record a1,162 miliardi di euro in incremento del 12 per cento. Si tratta di undato che supera le stime degli analisti e dimostra quanto solida siaancora la crescita organica di una delle banche più contese d’Europa.Buoni anche gli altri dati: l’utile per azione è salito a 0,22 euro(dagli 0,2 euro precedenti) con un pay out del 50 per cento; il margined’interesse di Capitalia ha raggiunto invece i 2,8 miliardi (+12%); lecommissioni hanno toccato gli 1,7 miliardi (incremento del 3%) e quindii ricavi hanno toccato i 5,5 miliardi di euro (+7%). Il roe (return onequity) della banca si è attestato al 15,4% mentre il Tier 1 ratio si èfissato al 6,2 per cento.

Alla presentazione dei suoi dati è seguito un lungo applauso deglianalisti. Nei giorni scorsi il giovane amministratore delegato haevitato la defenestrazione da parte del patto di sindacato solo con unaornata lettera di scuse al presidente Cesare Geronzi. Il FinancialTimes, che secondo molti sarebbe a favore del giovane ad di Capitalia,ha scritto in proposito che “la sincerità è la prima vittima delleguerre civili del management italiano”. Secondo indiscrezioni di stampaGeronzi avrebbe invece sibilato a uno stretto collaboratore: “Mi auguroche la lezione gli sia servita, non ci sarà una seconda volta”.

Nel frattempo emergono nuovi dettagli sulle reali ragioni delloscontro fra Arpe e Geronzi. Sembra che infatti che durante gli scorsimesi Cesare Geronzi avesse affidato a una banca d’affari l’incaricosegreto di studiare la fattibilità di un superholding che controllasseCapitalia, Mediobanca e, tramite le partecipazioni nel portafogliodelle due banche, anche Generali con una quota del 25 per cento. “Unfolle piano”, come qualcuno lo ha definito, che non sarebbe piaciuto adArpe e per il quale Geronzi avrebbe già sondato il terreno con gliimportanti soci spagnoli (il Santander) e francesi (Bolloré) a cavallofra le diverse società. Questo giustificherebbe anche l’interventodecisivo di questi ultimi in favore dello stesso Geronzi durante loscontro in Capitalia. Un membro del patto di sindacato avrebbeconfermato questa ipotesi, ma per un piano così ardito probabilmenteuna conferma ufficiale non arriverà mai.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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