Diminuire lo stress e gli infortuni sul lavoro del 25%: è L'obiettivo dell'Unione Europea

Dumping sociale, stress da lavoro, mobbing, infortuni dei lavoratori in nero. Sono questi alcuni dei temi inclusi nella nuova strategia adottata oggi dalla Commissione Europea

Dumping sociale, stress da lavoro, mobbing,infortuni dei lavoratori in nero. Sono questi alcuni dei temi inclusinella nuova strategia adottata oggi dalla Commissione Europea. Lastrategia mira a tutelare la vita umana, riducendo del 25% entro il2012 le malattie professionali e gli infortuni sul lavoro nell'UE,ridurre gli oneri per lavoratori e datori di lavoro e limitare ildumping sociale che deriva da bassi standard di sicurezza sociale.

I numeri parlano chiaro. Nel2000 i costi legati agli infortuni sul posto di lavoro son stati 55miliardi di euro. Complessivamente son stati persi 550 milioni digiorni di lavoro. Questo ha significato un infortunio ogni 5 minuti eun decesso ogni due ore.

Sono 814 vite risparmiate. La nuova strategia per il 2007 - 2012fa a seguito a risultati incoraggianti ottenuti dalla strategiaapplicata nel quinquennio precedente quando gli infortuni che hannocome conseguenza un'assenza dal lavoro di tre giorni o più sonodiminuiti del 20% e quelli mortali del 17%, permettendo di salvare piùdi 800 vite umane.

I progressi variano però secondo i paesi,i settori, le imprese e le categorie di lavoratori. "E' molto difficilefare una statistica precisa- ha spiegato il commissario Ue al lavoro eagli affari sociali Vladimir Spidla- perché in certi Paesi si consideramortale un incidente che provoca la morte del lavoratore dopo 3 giorni,in altri dopo 5, in atri dopo un mese". Secondi dati del 2003, i piùrecenti, i paesi europei in cui è garantita una sicurezza maggiore sulposto di lavoro sono i Paesi nordici e la Gran Bretagna.

Particolarmente esposte sono le piccole e medie imprese,in cui si verificano l' 82% delle lesioni professionali e il 90% degliinfortuni mortali sul lavoro. I settori della costruzione,dell'agricoltura, dei trasporti e della sanità sono quelli chepresentano il rischio più elevato di infortuni sul lavoro.


"Dati spaventosi riguardano il lavoro in nero",ha commentato il Commisario Ue. Insieme a loro i giovani, gliimmigrati, gli anziani, i lavoratori che prestano la loro attività incondizioni precarie sono le categorie più fortemente colpite.

Nuove malattie.Per Bruxelles anche se negli scorsi cinque anni sono stati compiutiimportanti passi avanti, molto resta ancora da fare. "Sono in aumentole malattie specifiche- ha spiegato Spidla- comprese le patologiemuscoloscheletriche - lombalgie, dolori articolari, lesioni indotte dastress fisici ripetuti". I mutamenti nel mondo del lavoro comportanonuovi rischi e si osserva un aumento di certe malattie e patologiecausate da stress psicologici. "Stiamo prendendo in considerazioneanche lo stress da lavoro e lo stress da mobbing", ha aggiunto ilCommissario Ue.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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