Second Life ed Elezioni Usa: lo scontro politico si sposta anche nel mondo virtuale

Non bastavano i blog e i video su YouTube. La campagna elettorale americana per le presidenziali del 2008 è approdata anche su Second Life

Non bastavano i blog e i video su YouTube. La campagna elettorale americana per le presidenziali del 2008 è approdata anche su Second Life,il mondo virtuale in 3D dove vivere e socializzare più o meno come sifa nella realtà. Il primo a tagliare il traguardo in questo caso èstato John Edwards, il candidato alle primarie che insieme a HillaryClinton e Barack Obama si contende il consenso dei Democratici. In SL èinfatti possibile recarsi ai quartieri generali di Edwards– dove si trovano cartelloni, informazioni, magliette e immagini delsenatore della Carolina del Nord – costruiti da un utente esimpatizzante, Jerimee Richir (avatar Jose Rote). Interrogato da Zdnetsul senso di fare campagna anche su Second Life (che raccoglie menopartecipanti di altri luoghi di aggregazione online quali MySpace oFacebook) Richir-Rote risponde sottolineando le specificità del pubblico di SL,composto quasi interamente da precursori, ovvero dai primi utilizzatoridella tecnologia. Vale a dire persone particolarmente abili nel crearecontenuti (user-generated contents).

 “Anche se imembri di SL non hanno gli stessi numeri di MySpace – ha commentato ilgiovane, che pur essendo appoggiato dallo staff di Edwards non risultaessere sul suo libro paga – dispongono di grandi capacità comunicative,e il loro desiderio di partecipare e comunicare supera quello dellecomunità alla MySpace”.

Ma il senatore della Carolina del Nord non è il solo a puntare sugli smanettoni. Lo ha fatto anche Barack Obama, il “Kennedy nero”, che sul suo sito ha introdotto un vero e proprio social network,i cui membri possono creare il proprio profilo, formare gruppi basatisu interessi o vicinanza geografica, discutere sul blog o contribuirealla raccolta fondi.

In una corsa presidenziale iniziata anzi tempo, e che ha come nuovo coprotagonista il peso comunicativo del web, i candidati democratici alle primarie finora si sono distinti sui rivali repubblicaniper una maggiore dimestichezza tecnologica. Basti ricordare che tutti etre i papabili dell’Asinello (Clinton, Obama ed Edwards) si sonolanciati in video-messaggi prontamente diffusi su internet.

Tuttavia anche i candidati repubblicani hanno il loro primato: sono più propensi a comprare parole chiave sui motori di ricerca. Secondo questa analisi di techPresident,infatti, sorprendentemente solo 6 candidati su 17 hanno acquistatokeywords su Google e simili. Ma di questi 6 ben 4 (per la cronaca:Romney, McCain, Giuliani,  e Tancredo)  sono del Grand Old Party -mentre gli altri due (Richardson e Vilsack) non sono tra i candidatipiù in vista.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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