Deficit commerciale italiano: peggiora quello con le nazioni Ue, mentre migliora quello extra Ue

Deficit da 1,1 miliardi di euro per la bilancia commerciale di dicembre dell'Italia verso gli altri paesi dell'Unione europea, in miglioramento rispetto agli 1,58 miliardi dello stesso mese del 2005

Deficit da 1,1 miliardi di euro per la bilancia commerciale didicembre dell'Italia verso gli altri paesi dell'Unione europea, inmiglioramento rispetto agli 1,58 miliardi dello stesso mese del 2005.Le esportazioni sono aumentate del 9,2% mentre le importazioni sonocresciute in misura minore, del 5,1 per cento.

Destagionalizzando i dati, tuttavia, le esportazioni mostrano unincremento soltanto del 4,2% e le importazioni del 4,8 per cento. Perquanto riguarda l'intero 2006, il saldo è stato negativo per 1,997miliardi, molto peggiore, insomma, dei 791 milioni del 2005. Nel corsodell'anno le esportazioni sono cresciute del 6,6% e le importazioni del7,3 per cento.

Per quanto riguarda il resto del mondo, invece il saldo commercialeha registrato un deficit da 591 milioni, in miglioramento rispetto agli1,4 miliardi dello stesso mese del 2005. Le esportazioni sono cresciutedel 10,7% e le importazioni del 7 per cento, ma destagionalizzando lacrescita delle esportazioni si ferma al 5,3% e quella delleimportazioni al 4,5 per cento.

L'interscambio complessivo dell'Italia con il resto del mondo, invece,ha registrato un deficit di 21,1 miliardi di euro, in peggioramentorispetto a quello di 9,4 miliardi del 2005. Le esportazioni sonocresciute dell'8,8% mentre le importazioni correvano sul 12,3 per cento.

Per quanto riguarda l'Europa della moneta unica, la bilanciacommerciale ha registrato a dicembre un surplus di 2,5 miliardi dieuro, mentre sull'intero anno invece ha visto un deficit da 8,2miliardi. Per quanto riguarda l'Unione europea dei 25 il saldo didicembre è stato negativo per 7,3 miliardi contro un anno negativo per72,6 miliardi (in miglioramento comunque rispetto ai quasi 122 miliardidel 2005).


Per quanto riguarda gli Usa, oggi sono stati pubblicati i dati deiprezzi alla produzione, che hanno registrato una flessionecongiunturale dello 0,6 per cento, portando la variazione tendenzialeallo 0,2 per cento (il consenso degli analisti era fissato su un-0,4%). Il dipartimento del Lavoro Usa ha fatto sapere che i prezzidella produzione food & energy sono aumentati nello stesso periododello 0,2% (contro un consesus sul livello di 0,1%), mentre i prezzienergetici hanno mostrato un calo del 4,6 per cento.

A gennaio i permessi sulle nuove costruzioni sono calati del 2,8% ei cantieri aperti per le strutture residenziali sono scesi del 14 percento, segnale ancora negativo per il mercato immobiliare.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


Torna su