Concluso il 24o vertice Francia-Africa: i principali spunti geopolitici, economici e sociali emersi

Il presidente francese a Cannes con i rappresentanti del continente nero a ridosso delle presidenziali di primavera

Condanna delle violenze in Guinea e preoccupazioneper la situazione nel Darfur, per la quale anche oggi il presidentesudanese Omar el Bashir ha respinto la proposta di una forza di paceOnu, sono stati i nodi cruciali dei lavori del ventiquattresimo verticeFrancia-Africa conclusosi oggi a Cannes, l'ultimo appuntamentoufficiale del presidente Jacques Chirac con i rappresentanti di uncontinente da lui sempre amato.

E' stato unvertice dove emozione e politica si sono incrociate, fino all'appellofinale di Chirac ai candidati alle presidenziali di aprile perché"abbiano coscienza dell'importanza capitale che l'Africa ha per ilmondo' e che 'l'aiuto per lo sviluppo dell'Africa ha per l'equilibrio ela stabilità". Chirac ha messo in rilievo come le relazioni con ilcontinente siano "essenziali" per la Francia, cercando di rassicurare idirigenti africani sulla continuità di una politica filo-africana anchedopo la sua uscita dall'Eliseo.

L'altra facciadel vertice, quella più immediatamente politica, ha visto le fortipreoccupazioni per quanto sta accadendo in Guinea. I capi di statohanno condannato "le violenze e espresso preoccupazione per il grandenumero di vittime innocenti" e "per la grave crisi istituzionale chescuote la Guinea, colpisce la sicurezza delle popolazioni civili,minaccia la stabilità regionale". L'appello è alle autorità dellaGuinea ad "onorare gli impegni in base all'accordo firmato con leorganizzazioni sindacali" il 27 gennaio.

Un'altraombra ha segnato i lavori di questo ventiquattresimo vertice, lasituazione drammatica nel Darfur e nelle aree vicine anche per leripercussioni sulla stabilità regionale. In un documento è statasalutata "la firma da parte dei presidenti del Centro-Africa FrancoisBozizié, del Sudan Omar el-Bechir e del Ciad Idriss Deby Itno di unaccordo che mira, con l'appoggio della comunità internazionale, afavorire la ripresa del dialogo con l'obiettivo di un processo diriconciliazione nella regione". I paesi si impegnano "a rispettare lesovranità e a non sostenere movimenti armati", a un lavoro diconcertazione e a sostenere l'impegno dell'Onu con l'Unione africana.In passato altri accordi di non sostenere gruppi armati erano rimastilettera morta. E proprio oggi il presidente sudanese ha confermato ilsuo no ai visti per una delegazione delle Nazioni Unite che volevaverificare le condizioni delle popolazioni e dei profughi sottol'aspetto del rispetto dei diritti umani.

Chiracnel corso dei lavori non ha rinunciato a una tirata contro gli StatiUniti perché "in nome della morale" non sovvenzionino più i loroproduttori di cotone a discapito di quelli africani. Il valore dellamateria è per Chirac "totalmente perturbato nei suoi corsi dasovvenzioni scandalose, totalmente ingiustificate, perfettamenteimmorali". Anche il presidente del Mali Amadou Toumani Touré ha messoin luce questo problema che "soffoca 16 milioni di agricoltoriafricani". Poi alla fine i saluti con l'ospite francese: visi noti,molti amici, comunque referenti di un mondo che anche ieri Chirac hadetto di amare per la sua gente, la sua cultura e il suo paesaggio.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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