Piaggio alla conquista dell'India: nuovo impianto di produzione e nuovo modello di Ape

Un nuovo impianto in India per Piaggio. È uno dei risultati della missione commerciale al seguito di Prodi che si è recata in questi giorni nel subcontinente e che ieri ha fatto tappa a Mumbai

Un nuovo impianto in India per Piaggio. È uno dei risultati dellamissione commerciale al seguito di Prodi che si è recata in questigiorni nel subcontinente e che ieri ha fatto tappa a Mumbai (exBombay). La struttura produttiva sarà realizzata a Pune, nella regionedel Maharashtra e costerà complessivamente 65 milioni di euro eprodurrà 200mila motori ogni anno. Il produttore italiano di scooter ègià presente con la sua controllata Piaggio Vehicles Private Ltd aBaramati, cittadina non distante dal luogo in cui sorgerà il nuovoimpianto.

Nel nuovo sito la società guidata da Roberto Colaninno conta direalizzare prototipi di nuovi motori diesel da 1000, 1200 e 500 cc. Lacostruzione dell'impianto secondo l'accordo dovrebbe partire nel 2009 edurare tre anni.

I nuovi motori equipaggeranno un modello di Ape meno curato neidettagli di quello prodotto in Europa, che andrà a rafforzare laposizione della società in India, dove già controlla il 34% del mercatoed è leader nel segmento del trasporto merci su gomma al di sotto delle0,75 tonnellate.

Una operazione, quella stabilita ieri, che conta sull'appoggiofinanziario di Intesa SanPaolo: "La Piaggio è oggi pienamente lanciata- ha detto Colaninno - non parliamo più di risanamento ma di sviluppo.Il nostro gruppo ha trovato in Intesa Sanpaolo un partner finanziarioche ha espresso grande fiducia nel management e nelle strategie,concedendo un sostegno finanziario che è stato determinante nelpercorso di rilancio della Piaggio e, successivamente, di Aprilia eMoto Guzzi".

Colaninno ha specificato, a proposito dei timori occupazionalisollevati dai sindacati, che "Pontedera è e resta la casa della Vespa.Diventerà un centro d’eccellenza per la produzione dei veicoli per iltrasporto leggero. Qui, tra le altre cose, sarà rilanciato il Porter,grazie ai rinnovati accordi con i giapponesi della Daihatsu cheforniranno motori a benzina". Insomma "questo progetto non incideràsullo stabilimento di Pontedera".


"Ci stiamo muovendo nella direzione giusta", gongola Prodi, cheazzarda: "L'Italia può essere la porta dell'Asia verso l'Europa".Soddisfatto anche il presidente di Fiat e di Confindustria LucaMontezemolo, che guidò la delegazione in India due anni fa: "Siamotornati con una delegazione ancora più numerosa e vogliamo guardareavanti". E pare che vogliano fare le cose in grande, si parlaaddirittura di un'area di libero scambio Ue-India, ipotesi di portatatale da sembrare un po' azzardata. Ma per quanto riguarda l'ItaliaMontezemolo ha le idee chiare: "Ci piace avere di fronte le sfide,vogliamo portare l'interscambio tra Italia e India a 10 miliardi dieuro nei prossimi tre anni".

Alla ministra Emma Bonino che chiedeva meno burocrazia per leimprese italiane in India il primo ministro Kamal Nath non harisparmiato una sferzata: "Gli italiani ai problemi burocratici sonoallenati". Nath, che a novembre è stato a Roma con una delegazione dioltre cento imprenditori, ha però spiegato che "cercheremo di eliminarele barriere non tariffarie, stiamo facendo le riforme, anche se nonstiamo seguendo un modello preciso, e il livello di dazi più alto,quello del 12,5 per cento, scenderà al 5-6% e forse anche di meno". Masull'area di libero scambio India-Ue ci ha comunque fatto unpensierino: "L'amico Montezemolo ha previsto la data di un anno. Toccaalla Ue fare in fretta".

Naturalmente a sostegno della nuova alleanza commerciale giungonouna serie di pacche sulle spalle di natura politica: Prodi ieri hainaugurato una nuova sede Rai a New Delhi, sostenendo che "abbiamo lastessa idea multilaterale del mondo, è più utile aprirsi che isolarsi"e sottolineando che gli investimenti in India non rappresentano unadelocalizzazione, ma la volontà di cogliere le opportunità di unmercato nuovo: si laureano, ha spiegato, 200mila ingegneri all'anno inIndia, contro i 100mila dell'Europa.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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