Chi mette commenti ed opinioni online falsi su un prodotto potrà essere punito per una direttiva Ue

Fake bloggers avvisati, fake bloggers mezzo salvati

Fake bloggers avvisati, fake bloggers mezzo salvati: l'UnioneEuropea infatti  ha studiato e approvato una nuova direttiva chepunisce chi "si vende" come consumatore di un bene pur non essendolo, emette online commenti positivi sul dato prodotto. Questo può avvenireattraverso la creazione di siti internet ad hoc, di fake blog pagatidalle aziende, di commenti all'interno di siti che permettono di votareil tale prodotto, il tale albergo o ristorante, eccetera.

Arrivano notizie della direttiva dal Times,che informa che in Gran Bretagna sarà legge già a partire da fine anno.Dalle prime informazioni, trapela che ogni categoria sia orapotenzialmente punibile: per esempio anche un autore di libro che sicolleghi ad Amazon (o a un sito simile) per postare commenti positivialla sua opera potrebbe ricadere nella categoria, o il ristoratore chefinga di essere un avventore occasionale del locale e votipositivamente il suo menu.

Ma la fetta più influente di personecoinvolte è certamente quella - spesso professionale - di bloggerassunti dalle grandi aziende per scrivere bene di un prodotto. Se larete, e la blogosfera in particolare, già punisce queste praticheandando spesso a scoprire e mettere alla berlina i blog creati per purapromozione, ora anche l'Ue promette di fare la sua parte.

Questadirettiva fa parte di una generale tendenza da parte dell'autoritàcomunitaria nel proteggere il consumatore, obbligando chi fa business anon intraprendere azioni che possano in alcun modo confonderlo oinformarlo parzialmente.

Eva Perasso





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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