Capitalia e Abn Amro: il matrimonio si può fare?

Gli unici che non hanno parlato sono gli olandesi di Abn Amro e il silenzio si addice all’azione

Gli unici che non hanno parlato sono gli olandesi di Abn Amro e ilsilenzio si addice all’azione. Capitalia stamane, dopo un inizio cosìcosì a Piazza Affari ritorna in territorio positivo e guadagna qualchedecimo di punto percentuale dopo i ritracciamenti di ieri verso quota7,14 euro. Mediobanca d'altra parte corre e guadagna oltre un puntopercentuale a piazza Affari. Il trait d’union fra questo silenzio e idue movimenti di borsa sta tutto, oltre che negli intrecci azionari,nelle parole di ieri di Vincent Bolloré. Ieri il finanziere francese,che ha in portafoglio il 5% di Mediobanca e rappresenta il latoparigino di piazzetta Cuccia, stava tra sorrisi e strette di manotenendo a battesimo la sua nuova creatura, l’inserto quotidianogratuito Matin Plus a cui ha lavorato insieme a Le Monde, e fra lerisposte qualcuna sull’Italia non ha temuto di darla.

Rivendicando un ruolo di primo piano nella recente crisi che attraversa l’asse che da Capitalia arriva a Generali attraverso Mediobanca ha dichiarato: “Dopo la fusione Intesa-Sanpaolo, Botin [numero uno del Santander Ndr.]voleva andarsene dall'Italia io l'ho convinto a restare”. Ma le paroledi Bolloré - il cui gruppo fra trasporti, media ed energia ha un girod’affari che sfiora i 6 miliardi di euro - sono andate ben oltre questadichiarazione. “Capitalia deve restare indipendente e italiana permantenere gli equilibri necessari all’indipendenza di Mediobanca”, hadichiarato il vecchio amico di Geronzi, Botin e Bernheim e il panoramasi è chiarito definitivamente. Se si aggiunge che oggi indiscrezionisul Sole 24 ore parlano di strumenti finanziari e partecipazioni intasca a Vincent Bolloré che potenzialmente arrivano al 10% diCapitalia, si capisce che Mediobanca non gradisce l’incursione di AbnAmro nella banca capitolina.

Rijkman Groenink, presidente di Abn Amro che è il maggiore azionistadiretto di Capitalia con una quota del 4,5% circa del capitale, avràsicuramente già fatto i suoi calcoli in proposito, tuttavia sicuramenteoggi la strada che viene da Amsterdam appare più in salita che mai. Sedavvero Bolloré dovesse avere il 10% del capitale che si potrebbeaggiungere a quel 5% addirittura di cui si parla a proposito delSantander la compagnia risulterebbe di fatto una conquista difficile eanche un’opa senza defezioni di nessun pattista avrebbe scarsepossibilità di conquistare una maggioranza certa nel board. Non restache vedere dove porterà adesso il complicato gioco delle alleanze cheintorno a Generali e Mediobanca è stato di rado così caldo. L’attesa daqui al prossimo rinnovo a marzo del patto di sindacato di Capitalia edell’assemblea sul rinnovo (o riconferma) del cda di Generali sembrainsomma ancora densa di incertezze.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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