Le vecchie marche da bollo andranno in pensione sostituite da quelle telematiche

I contribuenti potranno comunque continuare a usarle, sino a quando non saranno dichiarate fuori corso

L’articolo 1 del Dpr 642/72, in vigore dall’1/1/1973,definisce l’ambito di applicazione dell’imposta di bollo, statuendo chene sono soggetti gli atti, i documenti e i registri indicatinell’annessa tariffa.La qualità di soggetto attivo nel rapporto di imposta appartiene in viaesclusiva allo Stato, atteso che, nel nostro ordinamento, non esistonoaltri tributi di bollo a favore di enti minori.

Soggetti passivi, invece, risultano essere in solido “tuttele parti che sottoscrivono, ricevono, accettano o negoziano atti,documenti o registri non in regola con le disposizioni del presentedecreto ovvero li enunciano o li allegano ad altri atti o documenti;tutti coloro che fanno uso, ai sensi dell’art. 2, di un atto, documentoo registro non soggetto al bollo fin dall'origine senza prima farlomunire del bollo prescritto” (articolo 22 del citato decreto).

Per quanto concerne il momento impositivo, il legislatore, all’articolo2, ha previsto l’applicazione dell’imposta fin dall’origine oppure soloin caso d’uso, a secondo del tipo di atto. Gli atti soggettiall’imposta fin dall’origine vengono assoggettati al momentodell’emissione, prima di qualsiasi scritturazione, e, in ogni caso,devono essere formati in Italia. Si ha l’applicazione dell’imposta incaso d’uso quando tali atti vengono presentati all’Agenzia delleentrate per la registrazione.

Nello stabilire l’entità dell’imposta, il legislatore ha utilizzato duecriteri: può essere applicata in misura fissa o proporzionale. Nelprimo caso, colpisce in un’unica misura gli atti e i documenti, senzatener conto del valore eventualmente in essi indicato; nel secondocaso, si applica all’importo indicato nell’atto con percentualecostante.

L’assolvimento dell’imposta ha subito negli ultimi anni cambiamenti,culminati, con l’approvazione della Finanziaria 2007, con il“pensionamento” della vecchia marca da bollo.


Il previgente articolo 3 del Dpr 642/72 stabiliva che l’imposta dibollo poteva essere corrisposta in modo ordinario, straordinario,virtuale o per il tramite dell’intermediario convenzionato. La legge296/06 ha di fatto abolito le prime due modalità di pagamento.


Prima della riforma, come detto, l’imposta si corrispondeva anche inmodo ordinario, mediante l’acquisto e l’utilizzo della carta bollata,recante impresso il valore dell’imposta di bollo, fabbricata e messa invendita dallo Stato, e in modo straordinario, quando sull’atto venivaapposto, alternativamente, il visto per bollo, il bollo a punzone o lamarca da bollo.
Il comma 80 della Finanziaria 2007 ha sostituito l’articolo 3 del Dpr642/72, prevedendo che dal 2007 l’imposta di bollo si corrispondemediante intermediario convenzionato con l’Agenzia delle entrate (ilquale rilascia, con modalità telematiche, apposito contrassegno),oppure in modo virtuale, mediante pagamento dell’imposta all’ufficiodell’Agenzia delle entrate o ad altri uffici autorizzati o, infine,mediante versamento in conto corrente postale.

Da precisare, infine, che l’abbandono della marca da bollo saràgraduale ed è legato all’esaurimento delle scorte: i contribuentipotranno continuare a usarla sino al momento in cui il ministerodell’Economia e delle Finanze la dichiarerà fuori corso.

Filippo Gagliardi








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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