Gazprom la società energetica russa sbarca in Italia in numerosi settori energetici

Come dichiarato a L'Espresso da Medvedev, vicepresidente della corporation moscovita, il gas russo arriverà sul mercato italiano

Se Stalin si chiedeva quante divisioni avesse ilPapa e minacciava che i cavalli dei cosacchi si sarebbero abbeverati inPiazza S. Pietro, Putin si domanda invece quanti pozzi di estrazione diidrocarburi possiede il Pontefice, avanzando la minaccia (che sembrapronta ad avverarsi) che i contatori del gas li vengano a leggere gliagenti della FSB (i nuovi servizi segreti).

Inun'intervista al settimanale 'L'Espresso' oggi in edicola, AleksandrMedvedev, vicepresidente di Gazprom, unico ad esser rimasto dellavecchia guardia (gli onnipotenti altri due vice, Yuri Komarov eAleksandr Ryazanov, sono stati elegantemente silurati), annuncia iltanto agognato arrivo del colosso russo sul mercato italiano a partiredal 1 aprile 2007.
Si tratterà all'inizio solo di 100 milioni dimetri cubi su 3,5 miliardi previsti (l'Italia ne consuma 76 miliardil'anno), ma in ogni caso è il primo passo verso la conquista (parziale)del mercato finale.
Arrivare a vendere all'utente finale è l'ideafissa della Gazprom di Putin e Miller. Il gigante del gas dell'epocaElstin - Chernomirdin, con Viakhirev presidente, non aveva alcuninteresse a dominare il mercato europeo: la loro filosofia era infatti'ognuno padrone e contento a casa sua', e l'energia non era mai statautilizzata come instrumentum regni.
Non c'è nulla distrano nel fatto che Gazprom venda il proprio gas alle cartiere diFabbriano o al comune di Latina, ma ciò che questa corporation chiedein Italia e in Europa deve essere concesso allo stesso modo alleaziende europee in Russia. Dopotutto, Chevron e Total non vendono inloco combustibili agli automobilisti italiani? Ma nessuno nega ad Agip,infatti, di avere distributori in Germania o Francia.
Per arrivarein Italia o in Francia, il gas russo deve attraversare diversi paesi,Ucraina, Slovacchia, Austria, e nessuno si oppone a che Gazprom fruiscadi tale diritto. Lo stesso non vale però per ENI o BP, le qualivorrebbero far arrivare in Occidente gli idrocarburi estratti inKazakhstan e non hanno concessione di transito su territorio russo.L'Europa potrebbe approvvigionarsi di gas, ad esempio, in Asiacentrale, Uzbekistan o Turkmenistan; ma la Russia non concede dirittidi transito. Eni vende quanto produce in Kazakhstan a Gazprom perchéaltro non può fare.

Gazprom, dunque, ha iniziatol'attacco all'Occidente partendo dall'Italia, che uno dei padrifondatori del socialismo europeo, Mario Zagari, non a caso chiamava il'ventre molle dell'Europa'.
Invece di adottare una politica esteraenergetica in difesa degli interessi nazionali, l'attuale governo nonha trovato di meglio che proseguire, anche se rettificata, la politicaenergetica del governo Berlusconi, consistente nell'aprireincondizionatamente il mercato italiano al colosso di Mosca. La soladifferenza è nel fatto che Berlusconi avrebbe partecipato, anche se perinterposta persona, all'affare, mentre l'attuale governo ha, invece eper fortuna, maggiore senso di dignità e onestà.
Ritornandoall'accordo, in cambio dell'accesso al mercato italiano del gas, Eniavrà accesso (teorico) a quote azionarie di Novatek (il primoproduttore privato di gas dopo Gazprom) e ad Artikgas (una società chesfrutterà i ricchissimi giacimenti a ridosso del Circolo PolareArtico). La questione però non è chiara. Che se ne fa Eni del gas inRussia? Il problema dell'esportazione rimane.

Medvedevafferma inoltre che non è stato ancora deciso con quale partner Gazpromvenderà il gas in Italia, visto che non è organizzata per lavorare dasola. Le ipotesi sono Enel, Edison, Hera, Gruppo Radici. Non c'èazienda del settore che non sia andata a Mosca con il cappello in manoper chiedere qualche metro cubo di gas, pronta, come nel caso dellaTarpeia, ad aprire le porte dell'Urbe ai sabini in cambio di monilid'oro.
Sembra però che la scelta cada sulla municipalizzatabresciana ASM e la cosa avrebbe più che senso. Anzitutto, il principalegruppo siderurgico privato, la Lucchini Spa di Brescia fu acquistatanel 2005 dal primo gruppo siderurgico privato russo, la Severstalfacente capo a Aleksey Mordashev, l'oligarca fedelissimo di Putin. Equindi la presenza russa a Brescia, uno dei polmoni industrialiitaliani, è già un fatto consolidato. Ma soprattutto si vocifera, e losi scrive anche sulla stampa, della prossima fusione tra ASM brescianae la municipalizzata milanese AEM. Quale miglior colpo poteva sferrareGazprom di quello del rifornimento del gas al cuore industrialed'Italia?

Gazprom, tuttavia, non intende fermarsialla distribuzione e vendita del metano. Parallelamente all'entrata sulmercato italiano del gas blu, il gigante di Mosca sta perseguendol'obiettivo di acquisire centrali elettriche, e sia Enipower sia Enelnon saranno meno di Tarpeia (farebbero bene però a ricordare cheTarpeia finì schiacciata dagli scudi di coloro di cui si era fidata,invece di ricevere l'agognata mercede).
Avere il controllo, parzialeo totale, del sistema energetico di un paese vuol dire controllarne agrandi linee l'economia. A Mosca questo lo sanno bene, a Roma, sembra,un po' di meno.
Data la capacità italiana di difendere l'industrianazionale, sarà quindi questione di tempo, ma presto anche i contatoridell'elettricità saranno forse controllati dalla Lubjanka.





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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