Telecom Italia: c'è un possibile interessamento di società russe? Ne parleranno anche Prodi e Putin?

Oggi la giornata a piazza Affari per Pirelli non si apre bene: si registrano perdite del titolo dell’ordine dello 0,4%, mentre a valle Telecom sembra bene ispirata con guadagni intorno allo 0,3 per cento

Oggi la giornata a piazza Affari per Pirelli non si apre bene: siregistrano perdite del titolo dell’ordine dello 0,4%, mentre a valleTelecom sembra bene ispirata con guadagni intorno allo 0,3 per cento.Ma è proprio nell’incumbent delle telecomunicazioni che si registranole maggiori novità. Innanzitutto indiscrezioni di stampaoggi coltivano quel filone russo già uscito nei giorni scorsi e cheriguarda un possibile ingresso di Afk Sistema nel capitale di Olimpia,la holding che controlla Telecom con il 18% del capitale e l’aiuto diqualche banca amica.

Come noto Telecom ha bisogno di qualche socio che permetta difronteggiare i debiti, magari con una ricapitalizzazione della societàche possibilmente permetta anche di investire ancora di più intecnologia. Il gruppo russo guidato dal finanziere Vladimir Evtushenkovha già dimostrato un certo interesse e in Olimpia la Pirelli di MarcoTronchetti Provera ha l’80% del capitale: una quota insomma si puòbenissimo vendere. Il dubbio a questo punto è politico, dipende insommada Romano Prodi, già intervenuto in passato sulla vicenda. Di acquasotto i ponti da allora ne è passata un po’ ma non è detto. In effettil'indiscrezione di un quotidiano russo gli stessi servizi segretitedeschi sembra che abbiano sconsigliato e fatto bocciare l’ipotesi diun ingresso di Afk Sistema in Deutsche Telekom.

Di certo Putin e Prodi affronteranno presto o tardi l’argomento. InItalia intanto le traversie dell’ex monopolista telefonico continuano ein giornata si attende l’esito del ricorso fatto contro Vodafone presso il Tar del Lazio. La compagnia guidata nel Belpaese dall’agguerrito Pietro Guindani aveva recentemente lanciato un servizio che realizzava quella convergenza fra fisso e mobile che a Telecom era stata impeditain quanto proprietaria della rete e quindi dotata di un vantaggiocompetitivo secondo l’Autorità garante delle comunicazioni (l’Agcom).

Un altro caso Telecom lo ha aperto contro il decreto sottoscritto dal ministro delle Telecomunicazioni Paolo Gentiloniche vincolerebbe l’incumbent sul mercato (cioè la stessa Telecom) alasciare l’accesso alla rete broadband per la fornitura di servizi tv atutti i competitor del settore. Ciò che alla compagnia recentementeridisegnata da Guido Rossi non va è il fatto che già è stata avviatauna collaborazione con la stessa Agcom e che solo questa a parere diTelecom dovrebbe avere il diritto di vigilare sul settore. Il problemain fondo rimane sempre quello della mancata separazione della retedagli operatori. Un problema, difficile da risolvere in un mercatolibero senza espropriare la Telecom, contro il quale certo lamoltiplicazione dei controllori o gli svantaggi competitivi sembranocozzare come mosche contro un vetro.








di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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