Avvocati e studi legali: al via le pubblicità e promozioni anche online?

È intervenuto anche Antonio Lirosi al convegno organizzato oggi a Roma dagli studi associati di avvocati per discutere del pacchetto Bersani e delle nuove misure sulla pubblicità

"Vogliamo che ci sia la supremazia della concorrenza sulle corporazioni: il cittadino-consumatoreè la guida di questo processo di liberalizzazioni che volutamente partedal basso". Con queste parole Antonio Lirosi, a capo della Direzionegenerale per l'armonizzazione del mercato e la tutela dei consumatoripresso il Ministero dello Sviluppo economico, è intervenuto nell'ambitodi un convegno dal titolo "Libere professioni: un nuovo modo dicomunicare alla luce della riforma Bersani. Tesi a confronto",organizzato oggi a Roma dallo Studio Legale Macchi di Cellere Gangemi.

Gli avvocati degli studi legali associati si sono, infatti, confrontati sul processo di liberalizzazioniche ha investito la categoria con la riforma Bersani. "Dopo la reazioneconservativa dei primi mesi, abbiamo iniziato a metabolizzare icambiamenti in atto - ha detto Claudio Visco, Managing Partner delloStudio Legale Macchi di Cellere Gangemi, aprendo i lavori dellagiornata - Il principio delle liberalizzazioni era già una prassi chesi stava consolidando e incanalando negli studi legali del nostro Paesenegli ultimi anni". Ma in questo senso, un mea culpa arrivada Giovanni Lega, Segretario generale dell'Asla (Associazione studilegali associati) che, a proposito del provvedimento riguardante lapubblicità, dichiara che "la categoria ha avuto il torto di non averanticipato il carattere innovativo di questo decreto".

Affrontando le principali novità del pacchetto Bersani relative alla professione degli avvocati- come la fine delle tariffe obbligatorie e l'affermazione dell'usodella pubblicità - Lirosi ha evidenziato alcuni dei vantaggi per iconsumatori: non solo la possibilità di negoziare le parcelle, ma anchequella di scegliere con maggiore consapevolezza uno studio anziché unaltro grazie alle maggiori informazioni a disposizione tramite i mediapubblicitari.

"Gli adeguamenti dei codici deontologici degli avvocati ai nuovi provvedimenti si sonorealizzati con risultati soddisfacenti - ha sottolineato Antonio Lirosi- Ma il Consiglio forense si è dimostrato rigido vietando la pubblicitàsu Internet su tutti i fronti, a meno che un avvocato o uno studio nonapra un sito web con proprio dominio: su questo, giudicheràl'Antitrust, che ha avviato proprio ieri un'indagine conoscitiva perverificare lo stato di applicazioni delle disposizioni a favore dellacompetitività introdotte dal pacchetto Bersani".

"Siamo di fronte - ha detto Lirosi - a un passaggio culturale storico: il governo ha decisoall'improvviso l'introduzione di misure per promuovere la concorrenzain vari settori e la società si è mostrata più reattiva del mondoistituzionale, dimostrando non solo di covare al suo interno un fortebisogno di cambiamento, ma anche mettendo in luce il ritardo culturaledell'Italia nell'affrontare temi che altri paesi europei già da annihanno metabolizzato".





di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il


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